nostro inviato a Bergamo
Leggerezza, senso di responsabilità e spirito di squadra per ovviare a una qualità tecnica inferiore. Attenzione, l'Italia che cercherà di sfatare la maledizione del pass mondiale non ha "degli scappati di casa" (Gattuso dixit): pensiamo a Donnarumma (80° gettone stasera) o a Tonali, ma anche a Kean e Retegui - che torna nel suo stadio e che emigrato in Arabia non vedeva l'ora di "tornare a vestire la maglia azzurra" - sempre efficaci in Nazionale. "E non dimenticate che abbiamo anche Esposito e Raspadori, davanti siamo messi bene", così il ct che non potrà contare su Scamacca. Sicuramente però il livello generale del gruppo non è paragonabile a quello di altre epoche. Niente di nuovo sotto il sole, anzi la pioggia caduta ieri a Bergamo durante la rifinitura alla New Balance Arena. Palcoscenico scelto direttamente dal ct e non solo perchè il suo debutto a settembre qui fu fortunato.
Ma a questo punto conta poco. Conta solo pensare al terzo spareggio di fila e vincerlo per garantirsene un quarto martedì per l'atteso lieto fine. "Sono sette mesi, da quando sono arrivato sulla panchina dell'Italia, che prima di addormentarmi sento le parole "portaci al mondiale" - ha esordito Gattuso, elogiato alla vigilia anche da Lippi -. E per fortuna che grazie alle pilloline del nutrizionista Pincella riesco a dormire, altrimenti mi sveglio alle 4 e mezza e sembro un pipistrello... Non penso al Mondiale vinto da giocatore, questa è la partita più importante della mia carriera".
Senza riavvolgere il nastro fino al 1958 e alla gara di Belfast che ci costò la prima mancata qualificazione, il passato più recente è un fardello pesante: gli spareggi persi nel 2017 a Milano, con la Bbbc in difesa, e nel 2022 a Palermo, con tanti calciatori campioni d'Europa. "Non avevo bisogno di guardarli, li ho nella mia testa - così il ct -. Poi la verità è che se Jorginho segna quei rigori all'Olimpico e a Basilea con la Svizzera siamo al Mondiale. La fortuna è una componente importante nel calcio, ma alla fine non ci qualifichiamo dal 2014".
Annusare il pericolo, il mantra di Gattuso ai suoi. Perchè l'Irlanda del Nord, squadra con giocatori di seconda e terza serie, non pare sulla carta un avversario difficile. Rino, che conosce bene il calcio del Regno Unito, ha ammonito: "Serviranno esperienza e sofferenza soprattutto quando la palla l'avranno i nostri avversari. Giocano con il veleno dentro, su ogni palla ci credono sempre. E l'Italia dovrà avere lo stesso atteggiamento e un certo formicolio... Non possiamo chiedere nulla a nessuno, nemmeno ai tifosi che sicuramente ci sosterranno anche dalla tv, siamo artefici del nostro destino".
Bastoni resta in dubbio, a quanto dice Gattuso (si deciderà oggi a Zingonia, ndi), anche se si è allenato regolarmente calciando il pallone con grande prudenza. Lui, come gli altri acciaccati, sono il simbolo di questa Nazionale votata alla causa. E non si lascia nulla al caso: provati i rigoristi, tre penalty a testa per ognuno. "Il principale è Retegui", così Gattuso. E l'oriundo, voglioso di rivestire la maglia dell'Italia dopo i mesi in Arabia, ha persino anticipato l'arrivo a Coverciano. "Dobbiamo lottare e andarci a prendere la partita". Magari con i suoi gol...