L'Irlanda del Nord non va a un Mondiale di calcio dal 1986, dall'edizione in Messico dove venne eliminata nella fase a gironi senza vincere una partita. Nel 1982 invece al Mondiale in Spagna era andata molto meglio, addirittura superando il primo turno e arrendendosi poi alla Francia nel secondo gironcino. Quella era forse la miglior generazione di sempre della nazionale nordirlandese, un gruppo solidissimo che in porta poteva contare tra gli altri sul portiere Jim Platt, uno dei tanti finiti a giocare lontano da Belfast, in quel campionato inglese che non aveva ancora la potenza economica di oggi. Al Middlesbrough, Platt è diventato un mito; con la maglia della nazionale ha racimolato una ventina di presenze tra cui un gettone mondiale, proprio a Spagna '82.
Come ricorda quell'esperienza mondiale?
"Per noi già solo qualificarci era stato un traguardo magnifico. In fondo siamo pochi. Figurarsi arrivare due volte di fila al Mondiale.
Nel 1982 fu davvero notevole.
"Il nostro capolavoro fu battere la Spagna in casa loro, a Valencia. Non pensavamo di potercela fare, ma grazie a quell'1-0 vincemmo addirittura il girone e passammo alla seconda fase".
Lei giocò?
"Sì, nel secondo gironcino da tre squadre: contro l'Austria, finì 2-2. Ma il titolare era Pat Jennings, anche nel 1986. Dopodiché perdemmo nettamente con la Francia (4-1) e tornammo a casa. Lo so che voi vinceste il Mondiale, ma secondo me i transalpini erano i migliori di quel torneo".
E questo Italia-Irlanda del Nord come lo vede?
"Molto equilibrato, i nordirlandesi non segnano tanti gol, è vero, ma non credo che l'Italia sia più forte come una volta. Credo che punteremo a tenere botta e a strappare una vittoria 1-0, chissà".
Cosa devono temere gli azzurri?
"La pressione sarà tutta sull'Italia e noi siamo difficili da battere".
Un giocatore dell'Italia che teme?
"Sicuramente Tonali, lo conosco perché gioca in Premier League. Ho visto che si è fatto male settimana scorsa: se non è al meglio per l'Irlanda del Nord è senza dubbio una buona notizia".
E se doveste passare il turno, Galles o Bosnia?
"Senza dubbio i gallesi. Sarebbe un viaggio più corto e poi i giocatori si conoscono".
Lei ora è una sorta di consigliere comunale a Middlesbrough, la sua città d'azione: come è finito in politica?
"In realtà non mi sono mai interessato fino a 7 anni fa, quando un amico mi ha convinto a presentarmi. Mi hanno eletto credo solamente perché in città sono molto popolare, ho giocato per 12 anni tra 1981 e 1993. Non mi ritengo un grande politico, lavoro per rendere Middlesbrough ogni giorno migliore".