Il Giappone è uno dei Paesi più sicuri al mondo ma negli ultimi mesi è finito al centro di un acceso dibattito per due fenomeni che stanno sollevando forti preoccupazioni. Il primo riguarda la crescita del turismo sessuale, una tendenza alimentata anche dallo yen debole e dall'arrivo di visitatori stranieri attratti dai quartieri a luci rosse di Tokyo. Il secondo è un problema tutto interno e coincide con l'allarme per i casi di upskirting, ovvero gli scatti e i video realizzati di nascosto sotto le gonne delle vittime, un reato che oggi coinvolge sempre più spesso anche minorenni come autori. Che cosa sta succedendo all’ombra del Monte Fuji?
Giappone a luci rosse
Secondo quanto riportato dal settimanale The Economist, l’epicentro del primo fenomeno si trova nel parco Okubo, a pochi passi dal quartiere di Kabukicho, dove negli ultimi anni alcune donne hanno iniziato ad attendere apertamente i clienti lungo la strada. Si tratta di un fenomeno numericamente limitato ma molto visibile, che ha riacceso il confronto politico sulla prostituzione e sulla regolamentazione del settore.
A far discutere è soprattutto la crescente presenza di turisti stranieri in cerca di prestazioni sessuali, favorita dal cambio favorevole che rende il Giappone una meta più economica rispetto al passato. Le immagini dei visitatori che contrattano con le prostitute sono diventate virali sui social, alimentando indignazione e un diffuso senso di imbarazzo nazionale.
Il governo ha risposto intensificando controlli e arresti contro le donne accusate di adescamento in strada, pratica vietata dalla legge giapponese. Tuttavia molte associazioni denunciano un'evidente disparità di trattamento: a essere fermate sono quasi esclusivamente le lavoratrici del sesso, mentre i clienti raramente vengono perseguiti. Alcuni movimenti femministi chiedono per questo di adottare il cosiddetto modello nordico, che punisce chi compra prestazioni sessuali senza criminalizzare chi le vende.
L’allarme upskirting
L’altra emergenza menzionata è stata invece raccontata da un lungo reportage della Cnn, secondo la quale il Giappone registra numeri elevatissimi di casi di upskirting e voyeurismo, nonostante negli anni siano state introdotte norme più severe e persino l'obbligo, sugli smartphone venduti nel Paese, di emettere sempre il rumore dello scatto fotografico.
Nel 2025 la polizia ha effettuato oltre 9mila arresti per reati di voyeurismo, il dato più alto mai registrato. Ma l'aspetto che più preoccupa gli esperti è il drastico abbassamento dell'età dei responsabili: sempre più adolescenti vengono sorpresi a fotografare di nascosto compagne di scuola o coetanei, spesso dopo aver imitato contenuti trovati online.
Gli specialisti attribuiscono il fenomeno alla diffusione precoce degli smartphone e alla scarsa educazione digitale, che lascia molti ragazzi privi degli strumenti per comprendere la gravità delle proprie azioni. Le vittime, invece, devono convivere con immagini che possono continuare a circolare in rete per anni.