Noi, che ci troviamo a disagio in una società maschilista, ma ancora peggio in una iperfemminilizzata, abbiamo letto con un senso di devastazione interiore la notizia che sta per partire un progetto pensato per "decostruire gli stereotipi di genere" già nella scuola primaria. Obiettivo? Avere dei "nuovi maschi" (quando noi, visto il modello che va per la maggiore, ambiremmo semmai a delle "nuove femmine"). Comunque. Il progetto - accreditato sulla piattaforma del ministero dell'Istruzione... - coinvolgerà 250 classi, 12.500 bambini dai 6 agli 11 anni, 5mila insegnanti e 50mila educatori. Ah. L'ideatrice è Francesca Cavallo, che si autodefinisce "donna queer, lesbica e attivista Lgbtqia+". E che scrive - aggiungiamo noi - storie omosessuali di Natale per bambini.
"Decostruire gli stereotipi di genere alle elementari". Spengler impiega 1500 pagine per spiegare il tramonto dell'Occidente. La Cavallo una riga.
Insomma, si inizia con "esplorare la mascolinità da una prospettiva femminista", poi si comprano assorbenti per Antonio e Marco, poi gli dici che potranno anche partorire, allora scoprono che non è vero, si chiudono in camera, vanno in depressione e passano agli psicofarmaci. E la decostruzione è perfetta. Solo, non siamo convinti che Mohammed, il papà di Mohammed, che studia in una classe piena di Mohammed, approvi la cosa.
E infatti, per evitarla, non restano che due strade. O l'Islam o portare i bambini in una casa nel bosco.