La cucina romana a Milano vive di una popolarità che non conosce flessioni. E questo fenomeno ha portato alla ribalta anche piatti inizialmente meno popolari al Nord rispetto al Fab Four dei primi (Amatriciana, Carbobnara, Cacio e pepe e Gricia) e ai Carciofi alla giudia. Tra essi il supplì, che da tempo ha smesso di essere considerato il riassunto di un arancino (o di un'arancina) e ha iniziato a brillare di luce propria. Quello che merita un vero orgoglio dello street food capitolino: una crocchetta fritta di riso condito con un ragù di carne (la vera tradizione lo vuole di rigaje di pollo, ovvero di interiora) e la mozzarella che, se il piatto è ben eseguito, una volta spezzato in due deve "filare", meritando di essere chiamato "al telefono", retaggio dell'epoca in cui non esistevano i cellulari. Ecco le insegne per quelli più ortodossi e buoni.
Pantera Spin-off di una insegna nata a Roma nel 2023 per opera dei fratelli Manuel e Nicolò "Trecca" Trecastelli, propone la classica pizza in teglia capitolina con gusti solidi e di successo (tra i migliori le pizze rossa con l'erbetta e patate sfoglia e cipolla). E poi il supplì al telefono, molto rosso perché ben condito e con abbondante mozzarella filante. Due sedi, in via Watt 2 e alla Darsena.
Bonci Maestro incontrastato della pizza al taglio romano, a cui ha dato epica e sostanza, il grande Gabriele ha aperto a fine febbraio in via Nicola Piccinni al numero 3, in zona Buenos Aires. I supplì sono asciutti e memorabili: oltre al classico c'è quello alla Carbonara e quello alla polpetta di bollito, non sempre disponibile. Unica nota dolente i prezzi alti: ma noblesse oblige.
Futura La pizzeria romana di Luca Pezzetta, mito di Fiumicino, ha conquistato presto i milanesi che affollano il suo locale in Isola (via Borsieri 28) per provare la sua pizza bassa e croccante ma assai gourmet. I supplì, preparati con riso Carnaroli, carne e verdure da filiera controllata, sono tra i protagonisti del menu: cinque le versioni: al telefono, lasagna al ragù, cacio e pepe, parmigiana di melanzana e l'omaggio a Milano, il supplì all'ossobuco.
Trapizzino Locale fondato una ventina di anni fa a Testaccio sa Stefano Callegari, ha la sua specialità nel prodotto eponimo, un angolo di pizza bianca che fa da "marsupio" per alcuni piatti tipici della cucina romana, dal pollo coi peperoni alla trippa alla romana. I supplì, considerati i migliori di Roma, sono fatti con riso Carnaroli e in una decina di gusti. Tra essi ajo e ojo, alla gricia, all'amatriciana, con porchetta e Frascati. A Milano tre sedi: via Marghera, corso Lodi e Ripa di Porta Ticinese.
Flavio al Velavevodetto Succursale milanese di una storica trattoria romana, con due sedi in via Festa del Perdono al Duomo e in largo Bellintani a Porta Venezia, propone i supplì come antipasto in una versione fatta in casa poco gourmet ma molto classica. C'è anche la versione cacio e pepe.
Due Forni In via Montenero 23 questa pizzeria aperta da Danilo Brunetti e Marco Scovino che, come fa intendere il nome, propone sia pizze contemporanee sia basse e "scrocchiarelle" come da rito capitolino. Non manca il classico supplì al telefono con riso Carnaroli, pomodoro, flordilatte, parmigiano reggiano 12 mesi, burro e basilico. Ottimo.
Apecesare Street food "imperiale" che da anni percorre le strade di Milano con un'Apecar portando cibo romano e allegria, e da qualche tempo ha anche un piccolo locale in via Porro Lambertenghi, in Isola. In questo caso i supplì sono al centro del progetto, perché il titolare Ale, trasferitosi a Milano dieci anni fa, sostiene che nei primi tempi erano proprio le palle di riso la cosa che più gli mancava della sua città. Detto, fatto.