Bertolaso: "Le cure ai feriti di Crans? Un grande gioco di squadra"

Scritto il 15/06/2026
da Marta Bravi

Anche Policlinico e strutture di fisioterapia in campo. Kean e Leonardo torneranno presto a casa

Sullo stesso piano della stanza di Francesca, nel reparto Grandi ustionati di Niguarda, è ricoverato Leonardo, al terzo piano c'è Kean. Compagni di classe (3 D) del Virgilio, uniti anche dalle lezioni seguite in corsia, curate dal liceo Cremona. Sono tre in tutto i ragazzi di Crans Montana ancora degenti a Niguarda: una è Francesca che ha festeggiato ieri il suo 17esimo compleanno, e che rappresenta il caso più complesso, gli altri sono Kean e Leonardo che dovrebbero venire dimessi a breve. "Vogliamo essere sicurissimi che nel momento in cui i ragazzi lasceranno l'ospedale, non correranno rischi, conseguenze o effetti collaterali - spiega l'assessore regionale al Welfare Guido Bertolaso -. È chiaro che sono tutti ormai stremati da una degenza così lunga, ma dobbiamo metterli in condizione di proseguire con la fisioterapia, le medicazioni e il laser per le cicatrici una volta che lasceranno il reparto".

Un passaggio molto delicato quello della fisioterapia tanto che "un ragazzo dimesso da poco è dovuto essere operato già due volte - raccontano i sanitari - perchè non ha seguito le indicazioni e non ha fatto a casa tutti gli esercizi che avrebbe dovuto fare. Il risultato è che è stato rioperato per le aderenze delle cicatrici".

"Questi pazienti in totale sono stati sottoposti a un migliaio di interventi e medicazioni - spiega ancora Bertolaso -: una medicazione per un grande ustionato significa sedarlo per diverse ore e fare un intervento molto complicato e delicato".

Sottolineando il livello di eccellenza del personale sanitario di Niguarda nel suo complesso, l'assessore coglie l'occasione per togliersi qualche sassolino dalla scarpa: "Abbiamo un'equipe davvero di grande competenza, ma soprattutto c'è uno staff professionale di capacità e umanità. Questo lo voglio sottolineare perché c'è stato chi ha criticato il nostro approccio" ovvero recuperare tutti i ragazzi italiani feriti nel rogo di Crans e ricoverati nei vari ospedali, per riunirli a Niguarda. "Lo abbiamo fatto senza compromettere in alcun modo tutte le altre attività di assistenza dell'ospedale, Olimpiadi comprese - ricorda Bertolaso - perchè riteniamo che questa sia una struttura di eccellenza. E i fatti ci hanno dato ragione".

Ripercorrendo gli eventi dal 1 gennaio a oggi l'assessore sottolinea "il gioco di squadra che ha coinvolto tutto il sistema regionale della Lombardia: dalla mattina del 1 di gennaio si sono mossi gli elicotteri di AREU, la nostra agenzia dell'Emergenza e urgenza. Poi insieme a loro si sono mobilitati tutti i medici che abbiamo mandato come team di sopralluogo nei diversi ospedali della Svizzera: un esperto di ustioni, un anestesista e due medici, due infermieri competenti nella materia, per arrivare qui con i ricoverie poi la serie di interventi. Così abbiamo avuto la collaborazione del Policlinico, per esempio, che ha preso in carico un paziente nel momento in cui ha avuto gravissime difficoltà respiratorie. È stato portato nella Rianimazione Emma Vecla, punto di riferimento per il supporto ECMO. Così nel momento in cui questi ragazzi hanno avuto bisogno di fare la riabilitazione, sono state mobilitate le grandi strutture della regione. E quindi da questo punto di vista, diciamo che c'è stata la collaborazione di tutti per arrivarea a un percorso di cura che dovrebbe concludersi con l'estate".