Buche, fango e aiuole sporche. "Welcome" nel parco Giochi

Scritto il 13/02/2026
da Antonio Ruzzo

Quando arrivano gli ospiti la casa si dovrebbe far trovare in ordine. Ma forse più del Galateo basterebbe il buonsenso. Il parco Sempione è la meta classica di tutti i corridori milanesi, runner va di moda dire adesso. Corrono tutti: atleti, tapascioni, giovani, meno giovani... Tre chilometri e mezzo di perimetro, metro più metro meno, da fare due tre quattro volte a seconda del tempo che regala la pausa pranzo e del livello di allenamento. Un "giro" che in questi giorni è diventato "giro olimpico" che per chi fa sport è motivo d'orgoglio e per chi invece è arrivato in città per partecipare o assistere alle olimpiadi invernali è tappa obbligata perchè è il cuore milanese dei Giochi. Il villaggio al Castello, Casa Italia alla Triennale, il braciere all'Arco della pace, gli stand al Sempione, gli studi Rai per la diretta olimpica: insomma c'è un bel viavai. Atleti in tuta d'ordinanza, tifosi con le maglie delle nazionali, turisti, curiosi. C'è una folla che partecipa, che segue le immagini delle gare, che si ferma, osserva, fa i selfie, scatta foto. "Tutto molto bello" avrebbe detto un grande telecronista che tanto manca, anche nel racconto di queste olimpiadi. Peccato che il parco Sempione e le vie che lo costeggiano non siano proprio presentabili: il verde trascurato, le aiuole che non vedono un giardiniere da qualche stagione, buche, fogliame marcito, fango, anche un po' di pattumiera. Che è sempre un brutto da vedere ma nella città olimpica che si presenta al mondo parecchio di più.