Il brutto voto o la lite con un compagno: cosa c’è dietro l’accoltellamento dell’insegnante a Bergamo

Scritto il 26/03/2026
da Francesca Galici

Si rafforza l’ipotesi di una “vendetta”, come scritto sulla maglia che il 13enne ha indossato prima di uscire di casa con il coltellaccio e la pistola scacciacani

Sono ancora tanti gli interrogativi che avvolgono quanto accaduto a Trescore Balneario, in provincia di Bergamo, dove un 13enne ha accoltellato la propria insegnante di francese. La donna non è più in pericolo di vita, le trasfusioni in elicottero l’hanno salvata ma restano le domande sul perché un ragazzino arrivi a tanto, presentandosi a scuola con un coltellaccio e una scacciacani, e facendo trovare in casa il materiale per la realizzazione di un ordigno. Ieri mattina per uscire di casa ha indossato un’uniforme dell’esercito e una t-shirt con la scritta “vendetta” e partendo da qui, forse, si possono mettere assieme i pezzi di un puzzle che dovrà essere ricomposto, anche con l’aiuto psicologico.

“Vendetta” per un brutto voto che l’aggressore pensava di non meritare e per il quale voleva, forse punire, l’insegnante. “Vendetta” per non aver preso le sue parti in un litigio con un compagno di classe ed essersi schierata con colui che, in quel momento, lui vedeva come il suo “nemico”. Un rancore che ha maturato per giorni, probabilmente, nel 13enne, che ieri alla fine ha deciso di farsi giustizia. È una dinamica dell’orrore, che sarebbe potuta finire in tragedia se non fosse stato per il pronto intervento dei medici, e per la quale è necessario esplorare tutti gli aspetti. Il 13enne, per la sua età, non è imputabile: non si presenterà davanti alla legge per assumersi la responsabilità di quell’azione ma è stato condotto, con il consenso dei genitori, in una comunità.

Ora bisognerà risalire al modo in cui si è procurato il coltellaccio e la pistola scacciacani, oltre che al modo in cui ha avuto accesso all’acquisto del materiale per la realizzazione di ordigni rudimentali. E bisognerà esplorare le ragioni profonde di una tale violenza, ripresa per altro in diretta su Telegram: questo è forse uno degli aspetti più inquietanti di una vicenda inimmaginabile, almeno nel nostro Paese, solo qualche anno fa. A chi voleva dimostrare cosa l’aggressore, a chi voleva mostrare quello che stava facendo. Esistono sui social delle sfide, delle “challenge”, ma per il momento questa pista sembra essere esclusa, anche se la ripresa dell’azione tramite il telefono agganciato al collo apre a ulteriori interrogativi.

Il caso riapre il tema dell’abbassamento dell’età imputabile nel nostro Paese a fronte di una violenza che si sviluppa sempre prima e che lascia impuniti i soggetti che mostrano un tale livello di aggressività e, soprattutto, riapre al tema dei metal detector nelle scuole. Una misura psicologicamente impattante ma, alla luce di quanto sta accadendo, sempre più necessaria per salvaguardare la sicurezza di docenti e studenti in quello che dovrebbe essere uno dei luoghi più sicuri in cui portare i propri figli.

Il giorno dopo, i genitori di quella scuola fanno emergere tutta la propria rabbia per una situazione in via di degenerazione. Un genitore all’esterno della scuola ha raccontato a Il Giorno dell’aggressione subita dal figlio, che ora ha un braccio ingessato: “È stato aggredito circa tre settimane fa durante una lezione, in classe, fatto cadere a terra, ha riportato una frattura scomposta. Probabilmente sono sempre i soliti che commettono queste cose. Non è tutta la scuola, però anche i genitori dovrebbero intervenire e cercare di aiutarci. Io non so cosa gli altri genitori insegnino ai propri figli. Sono due anni che c’è questa situazione”. Un ragazzino che era presente, all’uscita di scuola ha raccontato tutto al papà, come riferito dallo stesso quotidiano: “Lui aveva uno zaino, e il cellulare al collo, stava girando un video. Aveva una maglietta con scritto ’vendetta’. Poi con il coltello ha ferito l’insegnante al collo (mima la scena) e poi all’altezza del ginocchio. È stato subito fermato. Io e un mio amico siamo andati subito via”.