A duecentocinquant'anni dalla sua fondazione, la Real Colonia di San Leucio (Caserta) continua a sorprendere per la modernità dei suoi principi. Nata nel 1776 per volontà di Ferdinando IV di Borbone, non fu soltanto un centro manifatturiero d'eccellenza, ma uno dei più avanzati esperimenti sociali dell'Europa illuminista. Il celebre Codice leuciano fissava regole rivoluzionarie per l'epoca, istruzione per tutti, tutela del lavoro, sanità pubblica e soprattutto una reale parità tra uomini e donne nelle responsabilità e nei diritti. Un modello di comunità in cui lavoro e dignità civile procedevano insieme, anticipando molti principi che sarebbero entrati nel dibattito politico e sociale europeo.
"San Leucio non è stato solo un capitolo d'eccellenza del Made in Italy, ma anche della cultura, della socialità, dei diritti", spiega Giuseppe Menniti, presidente della Fondazione Orizzonti, che ha promosso e organizzato la celebrazione solenne. "In un mondo in cui dominavano privilegi e ingiustizie, San Leucio fu fondata sull'uguaglianza, la parità di genere, primo posto al mondo in cui è stata applicata, sanità, istruzione per tutti". In questo contesto la produzione della seta divenne il simbolo concreto di un sistema fondato non solo sulla qualità manifatturiera ma su una precisa scala di valori. Le pregiate stoffe leuciane hanno attraversato i secoli arrivando nelle grandi residenze istituzionali e nelle corti europee, fino a Buckingham Palace, diventando una delle espressioni più riconoscibili del saper fare italiano. Le celebrazioni di questo importante anniversario si sono svolte nel Complesso monumentale del Belvedere di San Leucio, sito riconosciuto patrimonio dell'umanità dall'Unesco. Alla giornata hanno preso parte anche le Altezze Reali Carlo e Camilla di Borbone delle Due Sicilie. "La loro presenza, ha avuto un valore simbolico fondamentale, addirittura fondativo", osserva Menniti. "Caserta, così come la conosciamo, semplicemente non esisterebbe senza la visione, il coraggio e quella capacità rara di immaginare e costruire il futuro che avevano i Borbone".
Oggi San Leucio rappresenta una storia che continua a interrogare il presente. "Il codice leuciano del 1789 si ritrovano al suo interno tutta una serie di valori che non sono contenuti neanche nella Carta dei diritti umani del 1941", ricorda Menniti. "Il primo impianto giuridico al mondo ad aver riconosciuto la parità di genere che parla con una contemporaneità quasi provocatoria", conclude il presidente della Fondazione Orizzonti.

