Mancano pochi giorni all’inizio del Ramadan, il cui inizio (a meno di cambiamenti) sarà il prossimo 17 febbraio per arrivare alla conclusione il 19 marzo e anche quest’anno le polemiche non mancano. In Italia, per il momento, non si registrano eventi degni di nota, se non una scuola genovese che ha invitato i docenti a ridurre interrogazioni e ore di educazione fisica in questo periodo per andare incontro agli studenti che seguono il digiuno. Molte scuole stanno inviando ai genitori la documentazione per chiedere l’esenzione dalla mensa scolastica e in tanti istituti nelle circolari viene specificato che se gli studenti dovessero chiedere da bere o da mangiare durante le ore del digiuno mentre si trovano a scuola, verrà loro somministrato quanto dovuto. In Germania la situazione sembra diversa e, come ogni anno, le città si stanno “vestendo” per la celebrazione religiosa islamica.
A Colonia, città con una millenaria che fonda le sue radici nel periodo romano, sono state già predisposte le luminarie islamiche in città. Ci si potrebbe stupire se fosse una novità ma è diventata una consuetudine nella città sul Reno, nonostante le forti proteste dei cittadini che non vogliono abdicare alle usanze islamiche. Fino a pochi anni fa tutto questo era normale in città tradizionalmente legate al mondo islamico come Il Cairo, Istanbul o altre realtà dove la maggioranza di residenti di religione musulmana è abituata a questo genere di celebrazioni. In Europa, le uniche luminarie note erano quelle del Natale, che al pari di quelle del Ramadan nel mondo islamico, sono fortemente legate alla tradizione cattolica. Tuttavia, guardando le percentuali di residenti di fede musulmana a Colonia, quanto sta accadendo può risultare più comprensibile ma apre inevitabilmente ad altre riflessioni. Ufficialmente, infatti, nella città tedesca, che sorge nel cuore del Paese, si stima che vivano oltre 100.000 musulmani, su circa 1,09 milioni di abitanti totali, quindi all’incirca poco più del 9–10% della popolazione. Non pochi per un Paese europeo, anzi.
“Sono rimasta sconcertata di fronte a evidenti segni di un arretramento culturale da parte nostra e della forza dell’islamismo dall’altra. Nel quartiere della moschea centrale ci sono già da alcune settimane le luminarie per il ramadan”, ha dichiarato Silvia Sardone, eurodeputata della Lega, che si è recata a Colonia per verificare quanto sta accadendo. “Mentre noi nascondiamo i simboli delle nostre tradizioni, gli islamisti, con il supporto di amministrazioni locali compiacenti, rendono chiara la loro presenza. Sembra quasi che ci stiano dicendo che siamo noi a doverci integrare e che l’Europa, in nome di un’inclusione a senso unico, debba islamizzarsi il più velocemente possibile”, ha aggiunto, spiegando di aver assistito anche al richiamo del muezzin. “È una consuetudine ormai da anni a Colonia ma colpisce sempre sentire questo richiamo in una città europea. Mentre le chiese chiudono, la presenza musulmana è sempre più evidente e invadente. Non dimentichiamo inoltre che Colonia è la città delle pesantissime violenze da parte di migranti verso un migliaio di donne nella notte dell’ultimo dell’anno 2015”, ha sottolineato Sardone, ricordando Oriana Fallaci: “Ci aveva avvertiti sul pericolo dell’Eurabia alle porte, ormai è incubo islamizzazione in molte città europee".

