Uccide l'anziana madre a martellate e la seppellisce nel bosco. "L'ho ammazzata per prenderle la pensione". Fermato dai carabinieri per femminicidio, ovvero omicidio volontario aggravato punito con l'ergastolo, e occultamento di cadavere.
E.B., 86 anni, la vittima, M.P., 58 anni, l'assassino. Siamo a Piobesi Torinese, è metà gennaio quando l'uomo, da sempre nullafacente, probabilmente al termine di una lite, l'ennesima, e sempre per lo stesso motivo, soldi, afferra un martelletto e si accanisce contro l'ultra ottantenne.
"Le ho dato quattro o cinque colpi alla testa, quando è crollata a terra ho pensato di pulire tutto e disfarmi del corpo. In paese dicevo che era partita per una visita a parenti lontani". L'allarme, mercoledì sera, con una telefonata al 112. Una conoscente di E. sospetta che le sia accaduto qualcosa. Non riesce a contattarla da giorni e non si fida di quello che va a raccontare in giro il figlio. Un uomo che ha avuto spesso dissidi con entrambi i genitori prima, solo con la mamma da quando la donna è rimasta vedova. Ne parla con i carabinieri della stazione di Carignano. I militari si precipitano a casa della donna, ma non trovano nessuno.
Rintracciato il figlio, il 58enne prova a spiegare agli inquirenti l'assenza della donna. Incalzato dalle domande, crolla in pochi minuti. "L'ho sepolta in un boschetto vicino casa accanto alla Palazzina di Caccia di Stupinigi, Nichelino. Vi ci porto. Ma non l'ho ammazzata, era già morta e allora ho pensato di nascondere i resti per continuare a intascare i soldi della pensione". Una versione, la seconda, che regge fino al ritrovamento del cadavere in avanzato stato di decomposizione sotto uno strato di terra e foglie, visibilmente massacrato di colpi alla testa.
Poco dopo la confessione sul posto, spontanea, prima ai carabinieri, poi davanti al pubblico ministero della Procura di Torino Francesco La Rosa. "Si l'ammetto, sono stato io. Temevo di perdere l'unica mia fonte di sostentamento". È già notte quando arrivano anche i militari del reparto operativo della compagnia di Moncalieri. Si scava sotto la luce dei fari mentre la scientifica del comando provinciale di Torino rileva ogni traccia utile nel luogo dell'omicidio. Si cerca l'arma, che dovrebbe essere ancora nell'abitazione.
La Procura ha chiesto la convalida del fermo e nei prossimi giorni sarà conferito l'incarico per l'esame autoptico della salma. Indagini aperte ancora sul movente. Probabilmente l'uomo non aveva facile accesso al denaro della madre. Costretto a chiederle denaro in continuazione, l'idea di eliminarla per avere via libera ai soldi avrebbe risolto tutto. Magari al culmine di una lite.
Una storia già successa in passato. Come quella venuta alla luce lo scorso novembre a Borgo Virgilio, in provincia di i Mantova, dove un infermiere di 57 anni ha nascosto in cantina per tre anni il corpo della madre per continuare a incassare il denaro della sua pensione. E avrebbe continuato, indisturbato, per chissà quanto tempo, se non fosse scaduta la carta d'identità della donna. L'uomo non si era perso d'animo e si era presentato all'anagrafe per il rinnovo travestito da anziana. Parrucca, trucco, gonna e bastone, però, non hanno ingannano gli impiegati che hanno allertato gli agenti della municipale. Smascherato, l'uomo aveva accusato un malore.
Il corpo mummificato dell'anziana era stato trovato in casa appoggiato a una parete. L'uomo, invece, era stato denunciato a piede libero per occultamento di cadavere, sostituzione di persona, truffa (all'Inps) e falso ideologico.

