"Mantulì", brezza che porta arte nella cantina Barone Pizzini

Scritto il 05/01/2026
da Giannino della Frattina

Un altro brindisi per l’Epifania che può essere solo l’augurio di un anno felice con tante buone bottiglie e cantine.
Partendo magari dalla franciacortina Barone Pizzini, biologica e vegana tra le più premiate che spazia dagli scaffali dell’Esselunga con un’ottima «Golf 1927», alle miglior enoteche con le superbe «Animante» (una delle migliori bolle) e «Saten» su tutte. Accoppiamenti ideali per cotechino e lenticchie di buonaugurio, ma anche per primi piatti o menù di pesce. Da non trascurare il matrimonio con un Culatello di Zibello del quale Spigaroli e l’Antica Corte Pallavicina sono maestri. Tutto ciò stando comodamente a casa, ma se invece si volesse organizzare un gita, ecco che Barone Pizzini a Provaglio d’Iseo (Bs) oltre a essere un’ovvia meta gastronomica, ora diventa anche culturale. Da quando è stata collocata nella barricaia ed è visitabile durante il percorso, un’opera sonora site specific realizzata dagli artisti piemontesi Enrico Ascoli ed Hilario Isola (con Brescianini nella foto) . Ecco dunque «Mantulì», dal nome della brezza mattutina che scende dalle valli del lago d’Iseo sino ai vigneti della Franciacorta: una doppia scultura di rame con due specie di trombe incrociate che ricorda uno stemma araldico, ma è composta da due solforatrici che ricordano dei coleotteri giganti. «Non volevamo un’opera che decorasse la cantina – spiega il ceo Barone Pizzini Silvano Brescianini - ma una creazione che nascesse dal nostro modo di vivere il territorio. Gli artisti hanno saputo interpretare l’identità biologica e sostenibile con sensibilità. Il loro lavoro non parla di natura, ma con la natura, valorizzando e raccontando la relazione che ogni giorno cerchiamo con l’ambiente che ci ospita». Non una semplice installazione, ma veri e propri dispositivi sonori «indossabili», costruiti su misura per essere attivati con il corpo in relazione diretta con il vigneto, secondo le antiche tecniche di trattamento delle viti con rame e zolfo. E, indossandola, Ascoli e Isola hanno realizzato una performance tra i filari del cru Pian delle Viti a 350 metri sul livello del mare, con le sculture che hanno emesso una polifonia profonda e organica, registrata da un drone dall’alto. Di qui il video che in cantina racconta opera e performance. Felice 2026.