Mamma Patrizia è distrutta. Le ore passano e non arriva nessuna notizia su un cuore nuovo da impiantare al suo bambino. Tommaso, 2 anni, è attaccato a un respiratore all'ospedale Monaldi di Napoli ma ha davanti a sé poche ore di vita se non si interviene velocemente. Ci vorrebbe un miracolo per riparare a questa storia di malasanità. Come è stato possibile che il cuore trapiantato sia partito da Bolzano e sia arrivato a Napoli conservato con lo stesso ghiaccio secco che si usa nelle gelaterie? Perché l'organo è stato trapiantato lo stesso anche se mal conservato?
Dall'inchiesta aperta dalla Procura di Napoli emerge la prima catena di errori. Sono 6 i sanitari iscritti nel registro degli indagati che, dopo l'esposto presentato dalla famiglia del bimbo, ha aperto un fascicolo per lesioni colpose: si tratta dei componenti dell'équipe medica che si è occupata dell'espianto dell'organo a Bolzano, del trasporto a Napoli e del successivo intervento, inutile per le condizioni del cuoricino (apparteneva a un bimbo di 4 anni deceduto in un incidente).
L'ipotesi è che il ghiaccio secco usato nel trasporto abbia "bruciato" il cuore donato rendendolo inutilizzabile. Le prime iscrizioni nel registro degli indagati arrivano a poche ore dagli accertamenti eseguiti dai Carabinieri del Nucleo antisofisticazioni e sanità di Napoli, delegati dalla Procura partenopea per l'acquisizione e l'analisi della documentazione clinica, dalla cartella del paziente a tutto ciò che concerne il trasporto via terra dell'organo da Bolzano a Napoli.
"È l'ospedale ricevente che prepara il trasporto: - spiega il legale della famiglia, Francesco Petruzzi - dalla box che deve contenere l'organo all'espianto. Secondo le linee guida non è possibile configurare responsabilità dell'ospedale di Bolzano".
L'attenzione degli inquirenti si sta anche concentrando sulla decisione di sospendere il servizio trapianti pediatrici adottato dalla direzione dell'ospedale Monaldi dopo la denuncia presentata dai genitori del bambino. Sospesa dall'incarico anche la direttrice della Cardiochirurgia.
La procura di Napoli (con il pm Giuseppe Tittaferrante della sezione lavoro e colpe professionali coordinata dal procuratore aggiunto Antonio Ricci) insieme con i carabinieri del Nas di Trento e del Nas di Napoli, analizzeranno il rispetto dei protocolli che riguardano il "confezionamento" e il trasporto dell'organo.
La speranza, ammette il legale, "è appesa a un filo. Il bimbo è nella lista europea per i trapianti, quindi il cuore potrebbe arrivare da tutta Europa. Ma il cuore pediatrico è molto raro, perché deve corrispondere per età, per peso e poi deve essere preso da un donatore che non sia morto per una malattia cardiologica e comunque in un modo che non abbia danneggiato il cuore. È molto difficile, c'erano voluti due anni per trovare questo cuore".
Tommaso intanto si aggrava. "Presenta un peggioramento dei valori del fegato" spiega l'avvocato. "Qualche giorno dopo il trapianto - ha raccontato mamma Patrizia nei giorni scorsi - ci hanno chiamato e ci hanno detto che il cuoricino nuovo non partiva. Quindi mio figlio doveva essere attaccato a un macchinario per l'ossigenazione extracorporea del sangue in attesa di un nuovo organo".

