Tari, rivoluzione in atto: ecco cosa cambia con l'introduzione della tariffa puntuale sui rifiuti

Scritto il 05/01/2026
da Federico Garau

Cresce in modo esponanziale dal 2026 il numero dei Comuni che applicheranno la nuova tassa

Il 2026 potrebbe essere concretamente un anno di svolta per quanto concerne la Tari, dal momento che un numero sempre maggiore di Comuni italiani ha deciso di soppiantare la vecchia imposta con la Tariffa puntuale sui rifiuti (Tarip), il cui ammontare viene modulato sulla base della quantità di "rifiuti indifferenziati" prodotti dal contribuente.

Già in vigore in alcune località, il sistema è stato introdotto quindi col duplice obiettivo di premiare i più virtuosi incentivando la raccolta differenziata con l'abbattimento delle tariffe, e di consentire all'Ente locale di ridurre a bilancio le voci di spesa inerenti lo smaltimento di rifiuti non riciclabili. Non si tratta quindi di una valutazione ponderale dell'intera quantità di immondizia prodotta dal cittadino, per cui a incidere sulla parte variabile della nuova Tarip non saranno organico,vetro, metallo, carta o plastica ma solo il cosiddetto "secco".

Chiaramente la valutazione della quantità dei rifiuti indifferenziati varia a seconda delle modalità di raccolta del Comune o della zona in cui si vive. Qualora vi siano a disposizione dei cittadini dei cassonetti "smart" dotati di lettore ottico per codice fiscale o chiavette, ogni accesso viene registrato e associato al cittadino, Nel caso in cui sia in vigore la raccolta porta a porta sarà l'operatore a rilevare lo svuotamento con la scansione del microchip applicato al bidoncino depositato all'esterno dall'utente.

La nuova bolletta sarà composta di una parte fissa simile alla Tari, vale a dire ottenuta con la valutazione dei metri quadrati dell'immobile e del numero degli abitanti, se si parla di privati, o della tipologia di attività svolta qualora ci si riferisca a esercizi commerciali. Alla quota base si aggiunge poi la parte variabile, che sulla base dei dati in precedenza citati fissa un numero minimo di conferimenti annuali di rifiuti indifferenziati (più alto è il numero dei membri del nucleo familiare, ad esempio, e maggiore sarà il numero degli svuotamenti minimi). Nel caso in cui si superi questa soglia viene applicata una tariffa extra che renderà più "pesante" la Tarip, viceversa chi differenzia bene e produce pochi rifiuti residui pagherà di meno.

Il cittadino avrà la possibilità di tenere sotto controllo la sua situazione in tempo reale rispetto al sopra citato limite attraverso dei portali online dedicati messi a disposizione dal gestore incaricato dello smaltimento. Resta da considerare il fatto che chiunque abbia bisogno di conferire pannolini o pannoloni, che rientrano nel "secco", avrà a propria disposizione degli svuotamenti gratuiti extra.

Per i contenitori fino a 1.700 litri, le attività commerciali e le aziende avranno un numero di conferimenti minimi annui fissato a 24 (due al mese), indipendentemente dal volume del contenitore. A differenza di quanto accadeva con la Tari, inoltre, con la tariffa puntuale sui rifiuti le imprese potranno dedurre il 10% di Iva, dal momento che trattandosi del pagamento di un servizio, esso avverrà mediante fattura.