Groenlandia nelle mire di Trump, Starmer: "Giù le mani"

Scritto il 05/01/2026
da Francesca Salvatore

La premier danese ha respinto senza ambiguità ogni ipotesi di acquisizione o annessione, affermando che "la Groenlandia non è in vendita" e aggiungendo che "non si parla in questo modo tra alleati"

Negli ultimi giorni la Groenlandia è tornata al centro dell’attenzione internazionale dopo nuove dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che hanno riacceso un contenzioso diplomatico mai del tutto sopito. Trump ha ribadito pubblicamente che gli Stati Uniti "hanno bisogno della Groenlandia per la sicurezza nazionale", spiegando che la posizione geografica dell’isola nell’Artico e la sua rilevanza strategica "non sono un’opzione ma una necessità" nel contesto delle crescenti tensioni globali, alimentando l’impressione che Washington consideri l'isola una priorità strategica non negoziabile.

Le parole di Trump hanno provocato una reazione immediata e dura da parte del Regno di Danimarca, di cui la Groenlandia è territorio autonomo. La premier danese Mette Frederiksen ha respinto senza ambiguità ogni ipotesi di acquisizione o annessione, affermando che "la Groenlandia non è in vendita" e aggiungendo che "non si parla in questo modo tra alleati". Frederiksen ha inoltre invitato il presidente statunitense a "smettere di usare un linguaggio che suona come una minaccia", ricordando che la cooperazione militare tra Copenaghen e Washington "non mette in discussione la sovranità danese né l’autogoverno groenlandese".

Ancora più netta è stata la presa di posizione del governo locale a Nuuk. Il primo ministro groenlandese Jens-Frederik Nielsen ha definito le dichiarazioni di Trump "fantasie di annessione" e ha chiarito che "la Groenlandia appartiene ai groenlandesi". Nielsen ha sottolineato che l’isola è disponibile a cooperare con gli Stati Uniti e con i partner occidentali, ma solo nel rispetto del diritto internazionale e attraverso la diplomazia, precisando che nessuno può decidere del futuro al posto dei groenlandesi". In un messaggio rivolto direttamente all’opinione pubblica, il premier ha aggiunto che "non c’è motivo di farsi intimidire, ma nemmeno di sottovalutare il peso delle parole".

Le reazioni non si sono limitate all’asse Copenhagen-Nuuk. In Europa, l’Ue ha riaffermato il principio secondo cui la sovranità e l’integrità territoriale devono essere rispettate ovunque, anche nell’Artico, ribadendo che la Groenlandia rientra pienamente in questo quadro. Fonti europee hanno richiamato l’importanza di evitare precedenti pericolosi, sottolineando che nessun territorio può essere oggetto di pressioni o rivendicazioni unilaterali in un sistema internazionale basato sulle regole.

"La Groenlandia è un'amministrazione autonoma che appartiene alla Danimarca. I confini non possono essere spostati con la violenza e i territori non possono essere annessi in modo forzato. Noi ci riconosciamo nei principi del diritto internazionale così come dichiarati nella carta dell'Onu", ha detto il portavoce del cancelliere tedesco Friedrich Merz, Sebastian Hille, rispondendo a una domanda in conferenza stampa a Berlino sulle minacce alla Groenlandia. La Francia è "solidale" con la Danimarca ha detto oggi il portavoce della diplomazia francese, Pascal Confavreux. "Non si possono modificare le frontiere con la forza", ha sottolineato Confavreux intervistato da TF1. Il premier britannico Keir Starmer, con toni insoliti per il suo standard, ha assicurato dal suo canto il sostegno di Londra alla Danimarca con un secco: "Io sono dalla parte di lei, (Frederiksen) ha ragione sul futuro della Groenlandia" invitando gli Usa a "tenere giù le mani".