Un nuovo video per reclutare spie cinesi: cosa c’è dietro la mossa della Cia

Scritto il 13/02/2026
da Federico Giuliani

La Central Intelligence Agency ha lanciato un nuovo video in mandarino per reclutare funzionari e militari cinesi scontenti, intensificando la sfida d’intelligence con Cina

La Central Intelligence Agency (Cia) è tornata a parlare direttamente ai cittadini cinesi con un linguaggio ancora più esplicito rispetto al passato. L’agenzia di intelligence statunitense ha diffuso un nuovo video in mandarino, intitolato “Save the Future”, rivolto in particolare agli ufficiali dell’Esercito popolare di liberazione (Pla), invitandoli a condividere informazioni riservate con Washington. Non si tratta di un’iniziativa isolata: già nei mesi scorsi la Cia aveva lanciato una campagna simile, con filmati che spiegavano passo dopo passo come mettersi in contatto in modo anonimo e sicuro. “Vogliamo sapere la verità sulla Cina”, era stato il messaggio chiave di un precedente video, accompagnato da istruzioni dettagliate sull’uso di reti Wi-Fi pubbliche, VPN, dispositivi acquistati in contanti e indirizzi email anonimi. Una strategia comunicativa inedita per trasparenza e livello di dettaglio, che segna un cambio di passo nella competizione tra Stati Uniti e Cina sul terreno dell’intelligence.

L'ultimo video della Cia

Il nuovo filmato, pubblicato su YouTube e rilanciato sui social occidentali, si concentra sul malcontento interno alle forze armate cinesi. Secondo quanto riportato dal Financial Times, la Cia avrebbe deciso di puntare sugli ufficiali frustrati dalle purghe e dalle campagne anticorruzione che negli ultimi anni hanno colpito i vertici militari.

Nel video, la voce narrante - quella di un ufficiale immaginario di medio livello - denuncia un sistema in cui “gli unici interessi difesi sono quelli dei leader di partito”, mentre i comandanti più capaci verrebbero rimossi perché percepiti come minacce. Il riferimento è alle epurazioni che hanno interessato figure di primo piano dell’apparato militare legato al presidente cinese Xi Jinping, in un contesto di crescente centralizzazione del potere.

L’agenzia statunitense non collega ufficialmente il tempismo del video agli ultimi sviluppi interni cinesi, ma il messaggio appare calibrato per intercettare un possibile disagio tra i quadri dell’Esercito popolare di liberazione. L’obiettivo dichiarato è offrire “un futuro migliore” a chi si senta tradito o messo ai margini dal sistema.

La strategia degli Usa

Dietro questa offensiva mediatica c’è una partita strategica più ampia. La Cia sta cercando di ricostruire una rete di fonti in Cina dopo che, circa quindici anni fa, numerosi informatori furono arrestati o giustiziati dai servizi di sicurezza di Pechino, in quello che viene considerato uno dei colpi più duri subiti dall’intelligence americana in Asia.

Da allora, la competizione tra Washington e Pechino si è intensificata su tutti i fronti: commerciale, tecnologico, militare. Il ricorso a video pubblici in lingua mandarino rappresenta una forma di reclutamento “aperto”, quasi una campagna pubblicitaria dell’intelligence, pensata per superare le barriere imposte dalla censura cinese – aggirabile tramite VPN – e raggiungere un pubblico mirato.

Al tempo stesso, la mossa ha un valore politico: segnala la volontà degli Stati Uniti di colpire le vulnerabilità interne del sistema cinese, facendo leva su eventuali crepe nella lealtà dell’apparato. Resta da capire quale sarà la risposta di Pechino, che negli ultimi anni ha rafforzato le campagne contro lo spionaggio straniero e invitato i cittadini a segnalare attività sospette.