Dazi, Ice e sondaggi: frenata di Trump

Scritto il 13/02/2026
da Valeria Robecco

Stop della Camera alle tariffe sul Canada, agenti via da Minneapolis e consensi giù

I repubblicani sfidano Donald Trump su uno dei cavalli di battaglia della sua politica commerciale e fanno vacillare la sua presa sul partito. Mentre da settimane è attesa la sentenza della Corte Suprema che deve stabilire se i dazi imposti senza il via libera del Congresso siano legittimi, la Camera Usa a maggioranza conservatrice ha votato per bloccare le tariffe imposte dal presidente Usa sui prodotti canadesi. Sei membri moderati del Grand Old Party hanno unito le forze con i democratici facendo passare la misura con 219 voti a favore e 211 contrari. Difficilmente la mossa - che pone fine all'uso da parte di Trump dello stato di emergenza nazionale per imporre misure punitive contro Ottawa - si tradurrà in azioni concrete, visto che pure se il testo passasse il vaglio del Senato, si troverebbe davanti al probabile veto del comandante in capo. E a quel punto servirebbe la maggioranza dei due terzi del Congresso per annullarlo. Tuttavia, il voto rappresenta un campanello d'allarme per l'inquilino della Casa Bianca, con il rischio che lo schiaffo dei deputati ribelli - Thomas Massie del Kentucky, Don Bacon del Nebraska, Jeff Hurd del Colorado, Brian Fitzpatrick della Pennsylvania, Dan Newhouse dello stato di Washington e Kevin Kiley della California - possa portare ad una battaglia nel partito a pochi mesi dalle elezioni di Midterm.

L'ala moderata da tempo sta mostrando insofferenza per le politiche commerciali più aggressive del presidente, che non risparmiano neppure stretti alleati degli Usa. The Donald poco prima del voto ha minacciato senza mezzi termini i repubblicani: "Chiunque voterà contro i dazi ne subirà seriamente le conseguenze alle elezioni", ha scritto su Truth, spiegando che i dazi "ci hanno garantito sicurezza economica e nazionale, e nessun membro del Gop dovrebbe essere ritenuto responsabile della distruzione di questo privilegio". Quindi ha attaccato il Canada dicendo che "si è approfittato di noi dal punto di vista commerciale per decenni ed è fra i peggiori con cui avere a che fare". "Da conservatore di vecchia data, so che i dazi sono una tassa per i consumatori americani", ha replicato Bacon.

Brutte notizie per il tycoon arrivano poi da tre recenti sondaggi, secondo cui Joe Biden è meglio di lui. Le rilevazioni, riporta Axios, mostrano come il presidente in carica in un anno abbia bruciato il vantaggio sul predecessore: nella proiezione di Harvard Caps-Harris il 51% degli intervistati ritiene che Trump abbia finora fatto un lavoro peggiore di Biden, mentre stando a YouGov-Economist lo pensa il 46% degli americani. Le rilevazioni di Rasmussen, infine, mostrano come il 48% degli interpellati sia convinto che Biden abbia svolto un lavoro migliore. Intanto, a Minneapolis, volge al termine la lunga offensiva anti-immigrazione: lo zar dei confini Tom Homan ha annunciato che "l'operazione di emergenza" dell'Immigration and Customs Enforcement (Ice) nella città del Minnesota si è conclusa. Dopo due mesi di intense proteste, e due cittadini americani uccisi dai federali, Homan ha proposto a Trump, che ha accettato, di fermare l'azione dell'Ice: "Una significativa riduzione del personale - ha detto - è già in atto questa settimana e continuerà anche la prossima".