"Trump terrorista". L'odio rosso sui social: pro Pal, studenti e comunisti

Scritto il 05/01/2026
da Filippo Jacopo Carpani

I social sono inondati di video delle manifestazioni pro Mad, con i soliti noti che lo difendono a spada tratta, arrivando a invocare il "complotto sionista" e ad aggredire i venezuelani che festeggiano la loro liberazione

Due giorni dopo la brillante operazione delle forze speciali americane in Venezuela, conclusasi con la cattura del dittatore Nicolàs Maduro, la sinistra non si dà pace. Mentre il popolo oppresso da anni festeggia nelle piazze del loro Paese e in giro per il mondo, sui social fioccano le testimonianze di contro-manifestazioni a sostegno del regime abbattuto dal blitz a Caracas. Dall'India all'Europa e fino all'altra sponda dell'Oceano atlantico, le frange comuniste, i pro Pal, gli studenti delle università e gli attivisti hanno trovato una nuova bandiera sotto cui unirsi per manifestare il loro odio per Washington e, più nello specifico, per Donald Trump.

Un odio che li acceca e li porta a sostenere un uomo che ha governato il suo popolo con il pugno di ferro come vertice di un sistema criminale e corrotto, ovviamente tenuto in piedi da elezioni truccate. E marce del genere si sono svolte anche negli Stati Uniti, the land of the free, la terra dei liberi. In molte città, gli stessi che erano scesi in piazza con i cartelli "No kings" si sono riscoperti aspiranti sudditi. Non dovrebbe sorprendere, visto che questi gruppi non sono nuovi all'ipocrisia, ma sentire i loro cori fa comunque una certa impressione. "Stati Uniti imperialisti, terroristi numeri uno", scandiscono in uno dei tanti video rilanciati in rete. "Liberate il presidente Maduro. Libertà, socialismo o morte", si sente in un altro. C'è anche chi - e pochi, per fortuna - ha proposto il "complotto sionista" come causa del blitz, perché tirare di mezzo gli ebrei fa sempre comodo.

A Time Square, a Brisbane e Logroño (Spagna), alcuni dei "sempre pacifici" manifestanti pro Mad hanno addirittura aggredito fisicamente i venezuelani che festeggiavano. E come sempre, quando qualcuno prova a chiedere loro se sappiano qualcosa di ciò che il regime ha fatto, tacciono, scrollano le spalle, balbettano o si allontanano dalle telecamere. Persino quando vengono mostrati loro video delle folle festanti, hanno la faccia tosta di chiedere se siano veri, se siano inviati da reporter sul luogo e quale sia la fonte. Nemmeno la palese verità li distoglie dalle loro posizioni di odio fanatico e insensato. E c'è anche chi, alla domanda se preferirebbe Trump o Maduro come proprio presidente, risponde convinto che l'ex dittatore venezuelano sarebbe meglio.

Ora viene da chiedersi se, in un ipotetico futuro in cui l'ayatollah Ali Khamenei dovesse essere eliminato nello stesso modo, le frange di sinistra si straccerebbero le vesti per il vertice di un regime che fa delle sue prime vittime le donne, dei cui diritti la sinistra si è fatta campionessa. O se ha ragione il meme ricondiviso in vari formati da tanti utenti: "Se Trump fosse stato presidente nel 1945 e avesse fatto catturare Hitler da un commando, i democratici sarebbero scesi in piazza per chiedere di rilasciarlo".