L'Iran brucia. Khamenei: piani di fuga

Scritto il 06/01/2026
da Chiara Clausi

Ancora proteste, già 20 i morti. Il regime teme per la vita e annuncia la repressione

Roghi, scontri con la polizia, caos, gas lacrimogeni, arresti e vittime. Giovani che assaltano edifici governativi, incendiano auto, moto e bidoni della spazzatura. Rabbia, rancore, furia indomabile. I negozi di Teheran, Karaj, Kazerun e Bandar Genaveh chiusi. Continuano le proteste in Iran contro il regime degli ayatollah. La teocrazia conferma la linea dura nei confronti dei manifestanti, bollati come agenti di nemici stranieri, nonostante le minacce di intervento statunitense.

Il regime si trova ad affrontare una sfida più complessa delle precedenti: crescenti disordini interni combinati con una minaccia militare esterna. Sarebbero almeno 20 i morti. Le proteste sono iniziate a causa della grave crisi economica e il crollo della valuta nazionale che hanno messo in ginocchio il Paese. L'economia è danneggiata dalle sanzioni americane sulle vendite di petrolio e sulle transazioni bancarie internazionali, imposte nel 2018 quando Donald Trump ha abbandonato l'accordo nucleare con Teheran. Il capo della magistratura Ejei avverte però che non ci sarà "alcuna clemenza" contro i rivoltosi. La guida Suprema Ali Khamenei, anche se ha detto di capire le ragioni delle proteste, ha aggiunto che i manifestanti vanno messi al loro posto. Parole tutt'altro che distensive. "Il 2026 inizia come un incubo per la leadership iraniana", spiega Mustapha Pakzad, analista geopolitico. Anche fonti iraniane al Nyt confermano: "Il regime di Teheran teme per la sua sopravvivenza".

Ci si prepara già a ogni scenario. Il Times di Londra riferisce che nel caso in cui il regime degli Ayatollah cadesse per via delle manifestazioni, Khamenei potrebbe fuggire a Mosca. La Guida Suprema, che ha 86 anni, starebbe pianificando di lasciare Teheran insieme a circa 20 membri della sua famiglia e stretti collaboratori, temendo la possibilità che le forze di sicurezza non saranno in grado di reprimere le manifestazioni, o addirittura diserteranno e si uniranno alla protesta. Il piano include anche la fuga di suo figlio e futuro successore, Mojtaba. Il piano di fuga di Khamenei si basa su quello del suo alleato, l'ex presidente siriano Bashar al-Assad, scappato da Damasco in aereo verso Mosca dopo la caduta del regime nel dicembre 2024. La via di fuga per Khamenei include "la raccolta di beni in Iran e all'estero, oltre al denaro per garantire un passaggio sicuro". La Guida Suprema possiede proprietà per un valore stimato di 95 miliardi di dollari.

L'Iran ora è al centro dello scacchiere che agita la politica internazionale. Dopo aver attaccato il Venezuela, uno dei più stretti alleati dell'Iran, e deposto Nicolás Maduro, Trump ha enumerato una serie di Paesi ai quali gli Usa potrebbero rivolgere le loro attenzioni e tra questi c'è Teheran. Secondo il quotidiano libanese Al-Akhbar, affiliato a Hezbollah, Trump e Netanyahu avrebbero raggiunto un accordo per colpire l'Iran durante il recente incontro a Mar-a-Lago. L'intesa prevede un attacco se il regime non metterà fine al suo programma nucleare e al sostegno ai suoi proxy in primis Hezbollah e Houthi nella regione. L'Arabia Saudita, invece, starebbe cercando di mediare con Teheran per raggiungere un accordo. Il timore di Riad è che il caos in Iran possa estendersi all'intera regione.