Le mani cinesi sulle risorse globali: ecco la strategia di Xi

Scritto il 13/02/2026
da Federico Giuliani

La Cina sta utilizzando la Belt and Road per controllare risorse strategiche globali, rafforzando la sua influenza economica e geopolitica

Negli ultimi anni la Cina ha accelerato in modo impressionante la penetrazione nei mercati delle risorse naturali globali, sfruttando investimenti strategici e finanziamenti infrastrutturali su larga scala. La Belt and Road Initiative (BRI), il progetto bandiera di Xi Jinping lanciato nel 2013, ha permesso a Pechino di consolidare la propria influenza economica in oltre 150 Paesi partner, rafforzando al contempo il controllo su gas, minerali e tecnologie energetiche chiave. Nel 2025 le operazioni della BRI hanno raggiunto il record di 213,5 miliardi di dollari, con 350 nuovi contratti e progetti in settori come gas naturale, energia verde e metalli strategici, un salto significativo rispetto ai 122,6 miliardi del 2024. Questo approccio non si limita a semplici investimenti commerciali: la Cina punta a garantire l’accesso a lungo termine a materie prime fondamentali, riducendo la dipendenza dalle forniture esterne e aumentando la propria resilienza industriale.

Le mani sulle risorse strategiche

Secondo quanto riportato dal Financial Times, la crescita dei megaprogetti cinesi all’estero non è solo economica ma profondamente geopolitica. Pechino starebbe infatti scegliendo partner in Paesi ricchi di risorse energetiche e minerarie, costruendo infrastrutture che facilitano l’estrazione, la lavorazione e il trasporto verso "casa".

Questo schema permette a Xi di rafforzare il controllo sulle catene di approvvigionamento globali, isolando gli Stati Uniti da forniture critiche e incrementando la capacità di condizionare mercati e politiche locali.

La fiducia crescente dei governi in via di sviluppo nelle imprese cinesi, come Southernpec in Congo o le joint venture in Indonesia e Nigeria, evidenzia la capacità di Pechino di realizzare progetti a scala senza precedenti, un mix di diplomazia economica e influenza strategica che pochi altri Paesi possono eguagliare.

La strategia di Xi

La strategia cinese sulle risorse globali va oltre l’economia: consente a Pechino di consolidare la propria posizione geopolitica, proteggere le catene di approvvigionamento critiche e sviluppare tecnologie chiave come quelle per energie rinnovabili e infrastrutture minerarie.

L’espansione della BRI ha sollevato preoccupazioni circa l’indebitamento e la dipendenza dei Paesi partner, nonché la possibile dualità civile-militare dei progetti, che può favorire interoperabilità strategica con applicazioni militari. Per gli Stati Uniti e i loro alleati, questo significa affrontare un competitor in grado di influenzare risorse critiche, mercati energetici e tecnologie emergenti senza ricorrere a conflitti aperti, ma con strumenti finanziari e industriali estremamente efficaci.

La “strategia invisibile” di Xi rappresenta quindi una forma di potenza globale soft, capace di modellare equilibri geopolitici e industriali su scala planetaria, con implicazioni che vanno ben oltre i confini dei singoli Paesi.