Le salme delle vittime italiane di Crans-Montana sono in viaggio verso l'Italia con un volo di Stato. Sono le vittime di quella che viene ormai definita "strage degli innocenti": oltre 40 giovani e giovanissimi morti nell'incendio che si è sviluppato la notte di Capodanno nel locale Le Constellation nel Cantone Vallese. L'aereo farà prima uno scalo a Milano e poi a Roma e in entrambi gli aeroporti ad attendere le salme ci saranno i rappresentanti delle istituzioni. L'Italia si è mossa immediatamente, l'intero apparato istituzionale ha lavorato per fornire la massima assistenza agli italiani coinvolti ma anche all'apparato svizzero, che fin dai primi minuti si è mostrato poco efficace nel far fronte a un evento di questa portata. Il premier Giorgia Meloni, tramite la Farnesina, ha seguito minuto per minuto quanto accadeva a Crans-Montana fin dalle prime ore del 1 gennaio e nelle scorse ore ha telefonato alle famiglie delle sei vittime.
Ha atteso che ci fosse la conferma del Dna, arrivata prima delle aspettative grazie al supporto italiano e israeliano, che hanno inviato in Svizzera squadre esperte nel riconoscimento mediante il materiale genetico. A rivelare la chiamata è stata la mamma di Giovanni Tamburi, 16enne bolognese che si trovava in Svizzera con il papà per festeggiare il Capodanno e che come tanti altri coetanei quella sera ha deciso di festeggiare a Le Constellation, che stando alle informazioni finora note era l'unico locale della zona che permetteva l'accesso anche ai minorenni.
"Voglio ringraziare per la grande umanità il cardinale Zuppi, l'onorevole Lucia Borgonzoni e la nostra presidente del Consiglio, Giorgia Meloni: ha avuto un'umanità incredibile. Mi ha chiamata personalmente, aveva la voce rotta dal pianto. Si sentiva la sua sofferenza come mamma. Mi ha veramente commossa e mi è stata vicina come non mai", ha detto Carla, la mamma di Giovanni, al telefono con Zona Bianca. "Chiedo rispetto ai leoni da tastiera, perché questi ragazzi probabilmente non si sono resi conto neanche delle fiamme, anche perché se un ragazzino di 14, 15, 16 anni sente che la musica continua a andare, vede che nessuno si muove, può pensare anche che possa essere un gioco pirotecnico: sono dei ragazzini, non degli adulti. Probabilmente nemmeno un adulto se ne sarebbe accorto", ha detto ancora la donna, la quale ora si affida alla fede per non crollare dopo aver perso ciò che una madre e un padre non dovrebbero mai perdere.

