Dolores Bevilacqua, chi è la senatrice dei 5 Stelle che ha attaccato Tommaso Cerno

Scritto il 05/01/2026
da Lorenzo Grossi

La componente grillina della commissione Vigilanza Rai se l'è presa duramente contro il direttore de "il Giornale" dopo lo scoop sul consulente di Report: dalla gaffe con l'italiano alle risate in Parlamento durante un discorso sulle carceri

Dopo la pubblicazione in esclusiva da parte de "il Giornale" dell'elenco dei nomi di magistrati, imprenditori, politici, magnati italiani che sono stati dossierati da un consulente della trasmissione "Report", Gian Gaetano Bellavia, è stato fortissimo l'attacco scagliato dalla senatrice del Movimento 5 Stelle Dolores Bevilacqua contro il direttore Tommaso Cerno. L'esponente grillina, presente dentro la commissione di vigilanza della Rai, ha colpevolizzato il nostro quotidiano per il fatto di condurre "una campagna contro Sigfrido Ranucci usando il proprio ruolo editoriale come arma" aggiungendo che appare veramente poco "compatibile con il codice deontologico usare una testata per screditare un collega che opera nello stesso servizio pubblico". Questo attacco è parso a molti totalmente inopportuno e destituito di ogni fondamento e di buon senso. Ma chi è esattamente la parlamentare pentastellata?

Nata il 27 agosto 1974 a Partinico, in provincia di Palermo, Dolores Bevilacqua ha conseguito la maturità classica al Liceo Ginnasio Empedocle di Agrigento nel 1993. Qualche anno più tardi si è iscritta all'albo dei promotori finanziari e ha cominciato a lavorare come produttrice assicurativa e docente di corsi di formazione per enti privati. Nel 2010 si è laureata in Giurisprudenza presso l'Università degli Studi di Palermo, per poi iniziare a lavorare come consulente specializzata in ambito assicurativo, nome anti-riciclaggio e tutela dei consumatori. A partire dal 2015 ha svolto anche l'attività di giornalista sportiva per testate online, nonché conduttrice di trasmissioni televisive sul Palermo Calcio.

Per quanto riguarda la carriera politica, Bevilacqua si è iscritta nel 2012 al movimento fondato da Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio. Dieci anni più tardi è arrivata la sua prima candidatura come rappresentante della comunità: nel momento in cui si sono tenute infatti le elezioni amministrative di Palermo del giugno 2022, si è candidata a consigliere comunale di Palermo per i 5 Stelle, ottenendo tuttavia solamente 211 preferenze e non risultando quindi eletta. Passano tre mesi e l'occasione del riscatto arriva con il voto anticipato per il Parlamento italiano: il suo nome è apparso nella scheda elettorale nella parte del sistema maggioritario, dove si è aggiudicata il collegio uninominale del Senato "Sicilia-01" (Palermo: Quartiere 11-Settecannoli), ottenendo il 34,09% e superando Mario Barbuto del centrodestra (31,81%) e Antonino Terminelli del centrosinistra (18,40%).

Dall'autunno '22 è componente in pianta stabile della commissione di vigilanza Rai. Tuttavia, più che gli atti parlamentari, a fare più notizia sono le gaffe e le figuracce della stessa senatrice. Pochi mesi fa, durante una puntata di "Quattro di Sera" su Rete4, s'impappinò con la lingua italiana mentre stava parlando dell'arresto di Almasri lasciandosi sfuggire un inascoltabile "loro hanno riuscito" invece di un più corretto "sono riusciti". In un altro dibattito televisivo - questa volta su La7, a "L'Aria che tira" - sostenne che l'aumento dello stipendio dei capigruppo dei due rami del Parlamento non avrebbe comportato "alcun aggravio sulle tasche degli italiani, ma resteranno in capo solo ai gruppi parlamentari". Resta ancora da capire da dove provengano i soldi che i vari gruppi ricevono, ma sono solo dettagli.

Probabilmente, comunque, la cantonata più clamorosa (e non priva di vergogna) fu la pessima caduta di stile da parte della Bevilacqua all'interno dell'aula di Palazzo Madama. Mentre la sua collega di partito Vincenza Aloisio stava realizzando un intervento sulla drammatica situazione delle carceri al termine della seduta del 2 agosto 2023, la parlamentare parlemitana rideva in continuazione, cercando di trattenersi e mettendosi le mani davanti al volto per nasconderlo inutilmente. Le risate di gusto hanno contagiato anche Luca Pirondini, il parlamentare di partito che si era appena seduto accanto a lei. Qualche giorno più tardi si giustificò in questo modo: "Sorridevo perché davanti ai nostri occhi c'era la scena comica di un collega che inciampava e sono scoppiati a ridere tutti".