Fontana, che stoccata. Conquista l'argento e affianca Mangiarotti a quota 13 medaglie

Scritto il 13/02/2026
da Marco Lombardo

È 2ª nei 500 metri. Raggiunto lo schermidore mito col record di podi azzurri. E non è finita

Così piccola e così monumentale, anche quando il sorriso è d'argento. A 35 anni, alle sesta Olimpiade, alla tredicesima medaglia. È il filo di Arianna. È il record. "Sono senza parole: a ottobre mi ero fatta male. Essere qui non era scontato: il team, il club, il Coni, tutti mi hanno dato una mano". Leggendaria.

Edoardo era un ragazzo di Brera, Milano città. Scivolava leggero sulla pedana, lo ha fatto per cinque Olimpiadi e per 24 anni: tirava di spada e di fioretto con innata eleganza. Arianna è una ragazza di montagna, gente spessa: lei di Giochi ne ha fatti sei, da bambina è diventata donna, e adesso ha chiuso il suo cerchio fatto di battaglie. Due volti così diversi, eppure così uguali: Fontana come Mangiarotti, in questa ennesima giornata pazzesca del nostro sport c'è qualcosa di ancor più clamoroso che arriva sulla coda. E' la Storia.

Sono brividi da short track, in cui ti giochi tutto magari per avere niente. Arianna sa come si fa: una vita passata a sfrecciare in mezzo a tante asperità, che non sono mai finite, e che sono state il motore anche di questa impresa. Giornata strana infatti, dopo il trionfo della staffetta che sembrava aver fatto squadra. Pietro Sighel decide di vuotare il sacco a mezzo stampa: "Arianna chi? E chi la mai vista: le si allena in America e sta con noi i 2 minuti della gara". I dissapori di sempre spiegati male, e soprattutto al momento sbagliato. E la lezione è che ci sono momenti in cui il silenzio è sempre d'oro "Non ho letto risponde lei -: se merita una risposta gliela darò". Perché poi ci sono i turni decisivi dei 500 (per lei) e dei 1000 metri (per lui), e il pronostico è una possibile doppietta. Arianna parte sicura, resta in scia all'olandese Velzeboer, è semifinale. Poi tocca a Sighel, anche lui viaggia tranquillo, però c'è un contatto di lame sospetto, e qui il destino lo punisce: lunga review, la squalifica. Clamorosa, definitiva, come una punizione divina: "Non sono d'accordo, ci siamo incrociati e toccati involontariamente". Il Forum ammutolisce, ma è un attimo.

Tocca di nuovo all'orgoglio di Berbenno, così come c'è scritto sullo striscione da anni appeso sulla statale della Valtellina: stesso copione in semifinale dietro l'olandese, in finale c'è Fontana contro orange e canadesi, due coppie contro un mito. La scena è ancora quella: Velzeboer davanti, Arianna stavolta capisce che c'è da gestire da campionessa. Non la sorpassano, e la gioia a volte è anche una quasi vittoria. Lei come Mangiarotti, lei senza fine, "io contro queste giovani, incredibile". Lei, che i Giochi non sono ancora finiti.