"Papà sta male". E il giocatore rinuncia allo stipendio milionario e lascia il calcio

Scritto il 05/01/2026
da Federico Garau

Kevin Kampl, pedina fondamentale del Lipsia, ha deciso di rescindere il contratto con la società per stare in famiglia. Pochi mesi fa era morto il fratello

Pochi mesi fa aveva perso il fratello Seki, morto improvvisamente a soli 51 anni, ora ha scelto di dire addio al mondo del calcio per stare vicino al padre, affetto da una grave malattia: Kevin Kampl, stella del Lipsia, squadra che milita nella Bundesliga, è pronto ad appendere le scarpette al chiodo e a perdere un'importante parte dello stipendio per via della rescissione anticipata del contratto pur di non rinunciare a dare il suo apporto ai congiunti, e al papà in particolare, in un momento così drammatico.

Il calciatore 35enne di origini slovene, il cui accordo con la società calcistica della Sassonia sarebbe scaduto il prossimo giugno, abbandonerà quindi lo sport che ha sempre amato per dare la priorità agli affetti familiari. Una volta avvisato il club delle proprie intenzioni, Kampl rescinderà il contratto a fine mese, il 31 gennaio, ma avrà modo di salutare i suoi tifosi un'ultima volta in occasione del match casalingo che il Lipsia ha in calendario il prossimo sabato 17 gennaio contro il Bayern di Monaco.

Con indosso la maglia del RasenBallsport Leipzig, il centrocampista ha collezionato 283 presenze e messo a segno 10 gol, ma soprattutto ha dato il proprio contributo per vincere due Coppe di Germania (stagioni 2021/2022 e 2022/2023) e una Supercoppa di Germania (2023). Nel suo palmarés anche un campionato austriaco e una coppa d'Austria vinti entrambi nella stagione 2013/2014 con la maglia del Salisburgo, e 28 presenze con 2 reti in nazionale.

"L'improvvisa scomparsa di mio fratello mi ha aperto gli occhi", ha spiegato il giocatore,"il tempo che abbiamo a disposizione non è tanto, per questo è importante trascorrerlo con le persone più amate". "Voglio stare a casa mia, anche perché mio padre non sta bene e quindi voglio passare più momenti possibili con lui. Il tempo che sprechiamo, purtroppo, non ce lo restituisce più nessuno", ha aggiunto.

La drammatica morte di Seki è avvenuta pochi giorni dopo che, nel corso della pausa nazionali a ottobre, i due avevano fatto una breve vacanza a Maiorca:"Parlavamo di quello che avremmo fatto quando avrei smesso di giocare a calcio", ricorda con amarezza il calciatore."Non so se tornerò a giocare a calcio altrove, anche in categorie inferiori, ma al momento penso sia poco realistico", conclude.

"Kevin ha plasmato in modo significativo questo club durante la sua permanenza qui”, commenta con commozione il direttore sportivo del Lipsia Marcel Schäfer.“Nel corso delle stagioni, è maturato fino a diventare uno dei volti del Lipsia, è stato un leader assoluto dentro e fuori dal campo e ha giocato un ruolo chiave nei più grandi successi del club fino ad oggi grazie a prestazioni forti e affidabili”, aggiunge. “La sua decisione di concentrare le sue energie esclusivamente sulla famiglia in questa situazione merita il massimo rispetto e sottolinea ancora una volta il suo carattere impeccabile”, spiega in conclusione, “gli auguriamo tutto il meglio per il futuro, tanta forza e, naturalmente, gli daremo un saluto degno. Anche dopo, la porta del Lipsia sarà sempre aperta per Kevin”.