Kimi delle meraviglie

Scritto il 05/07/2026
da Umberto Zapelloni

Antonelli vince la Sprint (il più giovane di sempre) poi conquista la pole: primo italiano a Silverstone dopo Ascari nel ’53. Leclerc e Hamilton 2° e 3° Antonelli

Kimi non si accontenta di riscrivere la storia, vuole andare direttamente nella leggenda. A casa loro, degli inglesi che hanno inventato la Formula 1, si prende tutto. Prima la gara Sprint e poi la pole che mancava dal 1953, dai tempi di Ascari e delle Ferrari che vincevano a ripetizione. Kimi lo aveva detto l'altro giorno, si sentiva il fuoco dentro e lo ha fatto vedere dal primo all'ultimo giro mentre il suo compagno avversario cominciava a pasticciare fin dal primo run rischiando pure di finire a muro, ma salvandosi surfando sulla ghiaia. Russell è rimasto dietro anche alle due Ferrari (Leclerc finalmente davanti a Hamilton) che, non avendo chance di lottare per il titolo, diventano grandi alleate di Kimi aiutandolo a portare via punti al suo vero rivale.

Kimi firma due imprese a poche ore di distanza, una più bella ed emozionante dell'altra. Il suo sabato inglese è un inno alla gioia senza fine.

Nella gara Sprint, Kimi, aveva dato una doppia dimostrazione di quanto sia bravo ad imparare dai suoi errori. Vi ricordate come sbagliava la partenza nei primi gran premi della stagione? Adesso è quello che parte meglio, anche se non gli era bastato per schizzare davanti a Hamilton, il poleman sprint a sorpresa. Però Kimi, che una settimana fa in Austria, aveva buttato via tutto al primo giro esagerando nell'attaccare, questa volta ha saputo aspettare il momento giusto per azzannare Lewis. Lo ha seguito, ha studiato come usava l'energia e poi appena lo ha avvicinato entrando in overtake mode lo ha passato all'ottavo giro. A quel punto ha cominciato a gareggiare come piace a lui: da martello. Un giro dietro l'altro tutti nello stesso decimo. Quasi la perfezione, con un solo rallentamento per far respirare le gomme e poi un giro record all'ultimo con un fucsia che ha fatto rizzare i capelli a Toto Wolff che via radio gli ha detto: "Era proprio necessario Kimi?". La sua risposta: "Sì, sono più felice adesso". Si sentiva bene in macchina, si stava divertendo, ha voluto mettere la firma all'ennesimo capolavoro della sua stagione da sogno. Non aveva mai vinto una Sprint, anzi quest'anno aveva perso 8 punti da Russell nelle prime tre della stagione. Si è rifatto a casa sua, portandogli via 3 punti, ma soprattutto mettendogli un altro tarlo in testa come si è visto all'inizio delle qualifiche. Questo Kimi sembra un super uomo, non un ragazzo al suo secondo anno in Formula 1.