Tajani: "Inevitabile chiedere le dimissioni di Albanese"

Scritto il 13/02/2026
da Francesca Galici

Mentre l’Europa è compatta nel chiedere una riflessione sul ruolo della relatrice Onu per la Palestina, le esponenti di Avs e di M5s si schierano con lei

La posizione di Francesca Albanese come relatrice speciale dell’Onu per la Palestina è sempre più instabile. Dopo Francia e Germania, anche l’Austria e l'Italia si uniscono al coro di chi chiede che venga rimossa dall’incarico in conseguenza delle sue dichiarazioni recenti. Non le prime, a dire il vero, che hanno provocato polemiche. Ma ora l’eco delle sue parole, considerando il contesto del forum di Al-Jazeera, è stata molto ampia e non si tratta più di una discussione tutta interna al nostro Paese, perché ora le voci internazionali si fanno insistenti nel chiedere la sua estromissione. Lei si difende, sostiene di non aver mai detto ciò per cui la si accusa ma intanto il caso è esploso.

“Francesca Albanese bolla Israele come ‘nemico dell’umanità’. Le critiche alle azioni di Israele sono legittime e l’Austria ha sempre richiesto il rispetto del diritto internazionale. Albanese, tuttavia, sta diffondendo discorsi d’odio. Tale linguaggio mina l’imparzialità e gli standard più elevati richiesti a un rappresentante delle Nazioni Unite. Purtroppo, la signora Albanese ha ripetutamente disatteso tali standard”, ha dichiarato il ministro degli Esteri austriaco Beate Meinl-Reisinger. Parole di buon senso, che sarebbero dovute arrivare ben prima ma che comunque ora aprono a una seria discussione che non potrà non trovare seguito.


Le parole di Tajani

È "inevitabile" che il governo italiano, come Francia e Germania, chiederà le dimissioni della Relatrice speciale delle Nazioni Unite sui Territori Palestinesi, Francesca Albanese, alla luce del suo comportamento "inadeguato", ha dichiarato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, in un punto stampa a margine della Conferenza sulla Sicurezza di Monaco. "Quando si occupano ruoli di quel tipo bisogna avere, anche nella fermezza delle proprie posizioni, atteggiamenti equilibrati, non da agit-prop, perché ha avuto un comportamento da militante", ha aggiunto Tajani.

E così, mentre l’Europa si accorge di Francesca Albanese e delle sue posizioni discutibili, da Strasburgo Ilaria Salis scende in campo per difenderla.

Non ci si aspettava nulla di diverso da lei vista la sua posizione e quindi il fatto che definisca “grottesco” l’intervento di chi ne chiede l’uscita dall’Onu non stupisce. “Le accuse di antisemitismo vengono ormai utilizzate in modo talmente pretestuoso che appare chiaro come l’unico obiettivo sia brandirle come una clava morale e politica contro chi si è schierato contro il genocidio e il colonialismo. Della fondatezza o meno di tali accuse, sembrerebbe non importare più nulla”, scrive Salis. “Un uso così strumentale non solo è intellettualmente disonesto, ma finisce per indebolire proprio la battaglia sacrosanta contro l’antisemitismo - e, più in generale, contro ogni forma di razzismo. Le autorità francesi, invece di chiedere le dimissioni della relatrice Onu Francesca Albanese, farebbero meglio a mettere in discussione i propri rapporti con il governo criminale di Israele. Solidarietà a Francesca”, conclude Salis, quasi con un monito nei confronti del governo di Parigi.

A fronte della dichiarazione di una esponente di Avs non poteva mancare quella di una esponente del M5s, Stefania Ascari, che rilancia la versione di Albanese sull’infondatezza degli attacchi, definendoli “pretestuosi, costruiti ad arte per colpire una voce che, con documenti e dati alla mano, denuncia i crimini commessi dal governo israeliano e le complicità della comunità internazionale. Francesca Albanese dà fastidio perché sbatte in faccia la realtà e perché sa farsi ascoltare”. Secondo la portavoce del M5s, “non potendo smontare le sue argomentazioni sul piano giuridico, si scelgono la calunnia e la mistificazione per delegittimarla e ridurla al silenzio. Ma colpire chi denuncia non cancella i fatti, li rende solo più evidenti. Chi oggi la attacca non ha mosso un dito per fermare un governo genocida, ma è pronto a inventare falsità pur di screditare chi quei crimini li ha denunciati”. Ed è questo, a suo avviso, "il meccanismo malato e corrotto che Albanese descrive, il ‘nemico’ a cui si riferisce. E oggi è, più che mai, sotto gli occhi di tutte e tutti noi”.