La vita di Elizabeth Woodville, la “White Queen” immortalata nell’omonimo romanzo di Philippa Gregory (2009) è tra le più affascinanti, ma anche oscure legate alla monarchia inglese. Fu la prima sovrana commoner (sebbene non sia una definizione esatta), madre dei piccoli principi Edoardo e Riccardo, rinchiusi nella Torre di Londra e sulla cui sorte gli studiosi discutono ancora oggi e nonna materna di Enrico VIII. Venne accusata di stregoneria e morì in circostanze non del tutto chiare. Una nuova ipotesi sul suo decesso, però, potrebbe finalmente chiudere almeno uno dei capitoli più controversi della storia d’Inghilterra.
Matrimonio segreto
Elizabeth Woodville (1437-1492), spiegano l’Enciclopedia Britannica e il sito Historic UK, era la nipote, per parte di madre, di Pietro I del Lussemburgo, conte di Saint-Pol e figlia del barone Richard Woodville. La sua, dunque, era una famiglia della piccola nobiltà. Per questo non è corretto definirla una commoner. La sua ascendenza, pur non essendo prestigiosa e non avendo ruoli politici di rilievo, rimaneva comunque aristocratica.
Nel 1452 Elizabeth sposò in prime nozze John Grey di Groby, cavaliere lancasteriano di Enrico VI d’Inghilterra, da cui ebbe due figli. Grey morì nel 1461, durante la seconda battaglia di St. Albans, uno degli scontri più importanti della Guerra delle Due Rose (che vide contrapposti i due rami della dinastia regnante dei Plantageneti, cioè i Lancaster e gli York, tra il 1455 e il 1485).
Re Edoardo IV di York si innamorò di Elizabeth e la sposò. Il matrimonio venne celebrato in segreto e la stessa esistenza di una nuova Regina consorte venne celata per circa un anno per motivi dinastici e diplomatici: la giovane non era considerata all’altezza di un sovrano, poiché il suo lignaggio non era abbastanza prestigioso da permetterle di ambire alle nozze reali. In più era la vedova di un lancasteriano. L’Inghilterra, poi, stava trattando la pace con la Francia e vi era la concreta possibilità di far sposare Edoardo con una principessa francese per suggellare questa nuova alleanza.
Addirittura non vi è alcuna sicurezza sulla data delle nozze tra Edoardo ed Elizabeth. Stando alla versione comunemente accettata i due si sarebbero sposati il 1° maggio 1464, forse a Grafton nel Northamptonshire, precisa il sito dell'Abbazia di Westminster. Il matrimonio con Elizabeth gettò la corte inglese nello scompiglio, allontanando definitivamente Edoardo IV dal suo alleato e consigliere più fidato, cioè Richard Neville, XVI conte di Warwick.
La vita degli sposi fu tutt’altro che semplice: la Guerra delle Due Rose infuriava ed Edoardo IV venne temporaneamente sconfitto e spodestato dal suo nemico, Edoardo VI d’Inghilterra e costretto a fuggire nelle Fiandre. Nel 1471, però, Edoardo IV riuscì a riconquistare la Corona e rinchiuse Edoardo VI nella Torre di Londra, dove lo fece uccidere. In questo periodo di incertezza Elizabeth Woodville trovò asilo nell’Abbazia di Westminster, dove diede alla luce il primogenito Edoardo (futuro Edoardo V).
La morte del Re
Nel 1483 Edoardo IV morì di polmonite. Sentendo avvicinarsi la fine, il Re aveva nominato suo fratello, Riccardo di Gloucester, Lord Protettore del Regno, forse sperando che guidasse i primi passi da sovrano di suoi figlio, Edoardo V, all’epoca adolescente. Le cose non andarono affatto secondo le aspettative del Re morente. Riccardo voleva per sé il trono. Elizabeth e i suoi bambini non erano che un intralcio ai suoi piani. Così rese inoffensivi i Woodville facendo arrestare e giustiziare nel Castello di Pontefract sia Anthony Woodville, secondo conte di Rivers e fratello della sovrana, sia il politico Richard Grey, che Elizabeth aveva avuto dal primo marito.
Non era che la prima tappa della strategia di conquista di Riccardo. Questi, infatti, fece rinchiudere nella Torre di Londra i nipoti, cioè Edoardo V e il fratello Riccardo, duca di York, rispettivamente di tredici e dieci anni. Con un tempismo sospetto, poi, Robert Stillington, vescovo di Bath, sostenne che al momento di sposare Elizabeth Woodville Edoardo IV avesse già una moglie, anche questa tenuta segreta, ovvero Eleanor Talbot, figlia del primo conte di Shrewbury. Riccardo riuscì a far annullare le nozze tra Elizabeth ed Edoardo IV. La loro discendenza venne dichiarata illegittima, dunque, secondo la mentalità e le leggi dell’epoca, indegna di regnare. La Regina ottenne di nuovo asilo nell’Abbazia di Westminster.
Non basta: Riccardo, salito al trono con il nome di Riccardo III, avrebbe demolito definitivamente la reputazione dei Woodville lasciando circolare l’indiscrezione secondo cui Elizabeth e sua madre, Jacquette de Luxemboirg, avrebbero praticato la stregoneria. Non vi erano prove in merito. Per la verità Jacquette era già stata accusata di essere una strega nel 1469, ma anche in quel caso si sarebbe trattato di una vendetta, causata dalla rapida ascesa dei Woodville a corte, dopo il matrimonio di Elizabeth con il Re. Accusare una donna di stregoneria era, in quegli anni, la cosa più facile da fare per neutralizzarne l’eventuale potere ed eliminarla senza colpo ferire.
Riccardo III, però, non riuscì del tutto nel suo intento: fu l’ultimo Re d’Inghilterra della dinastia degli York. Venne ucciso da Enrico Tudor nella battaglia di Bosworth Field (1485), un altro scontro decisivo nella Guerra delle Due Rose. Enrico salì al trono come Enrico VII d’Inghilterra e sposò la figlia di Elizabeth Woodville ed Edoardo IV, cioè Elisabetta di York. La coppia diede vita alla dinastia Tudor. Non solo: da Elizabeth Woodville, la donna considerata non all’altezza di un Re d’Inghilterra, la sovrana che doveva essere vilipesa e ostracizzata, discendono, oltre al casato dei Tudor, quello degli Hannover, degli Stuart e dei Windsor.
La fine di una Regina
Elizabeth Woodville, riporta il sito Royal Central, trascorse gli ultimi cinque anni della sua vita nell’Abbazia di Bermondsey. Nessuno sa se scelse liberamente di trasferirvisi, oppure se tale isolamento le venne caldamente consigliato, o addirittura imposto da Enrico VII. In ogni caso il suo soggiorno nell’Abbazia fu quieto e sereno. Elizabeth venne trattata con tutti gli onori dovuti a una Regina Vedova.
Morì l’8 giugno 1492, ma le cause del decesso non sarebbero state riportate in nessun documento, né vi sarebbero resoconti dei suoi ultimi istanti. Sappiamo che il suo funerale fu semplice, decisamente non adeguato al suo rango, alla presenza di pochi familiari e piuttosto frettoloso. Gli studiosi si sono sempre chiesti il motivo di tanta austerità, anche perché sembra non vi siano circostanze sospette. Nel 2023, come rivelato dal Guardian, Euan Rogers, storico dei National Archives, ha ritrovato una lettera datata luglio 1511, ovvero diciannove anni dopo la morte di Elizabeth, che potrebbe spiegare questo mistero.
Nella missiva, scritta dall’ambasciatore veneziano Andrea Badoer, viene spiegato che “la Regina Vedova, madre del Re Edoardo, è morta di peste e il Re è sconvolto”. Rogers è certo che la sovrana a cui si riferisce la lettera sia proprio Elizabeth Woodville. Lo storico ha specificato che la stessa Regina avrebbe chiesto un funerale “senza sfarzo”. Tuttavia le esequie modeste non sarebbero state organizzate solo per rispetto alle sue volontà, ma soprattutto per ridurre al minimo la possibilità di contagio. Sull’Oxford Journal Social History of Medicine Rogers ha scritto: “Le cerimonie furono così scarse da lasciare interdetto il narratore che documentò gli eventi”.
Il feretro di Elizabeth sarebbe stato trasportato in segreto da cinque persone, specifica il Guardian, lungo il Tamigi fino al Castello di Windsor. Non furono suonate le campane, né celebrati i tradizionali riti funebri. Nel suo articolo Euan Rogers ha aggiunto: “A meno che non vi fosse un bisogno specifico per questa rapidità, come la morte per una malattia contagiosa, sembra inconcepibile che fosse necessario un viaggio così segreto e veloce. La sepoltura immediata all’arrivo a Windsor indica decisamente il successivo resoconto veneziano della peste come causa della morte della Woodville…Fu la paura del contagio e dei miasmi, piuttosto che la richiesta di un funerale semplice da parte di Elizabeth, alla base dell’urgenza con cui avvennero i primi procedimenti”.
L’esperto sottolinea che non sarebbe stato rispettato nemmeno il rituale della vestizione del corpo: una stranezza spiegabile in caso di una malattia letale come la peste. Il Guardian ci ricorda anche che tra il XV° e il XVI° secolo l’Inghilterra fu travolta da ondate cicliche di epidemia di morte nera. Lo stesso ambasciatore Badoer inviava lettere a Venezia chiedendo di essere sostituito e a quanto sembra due dei suoi servitori morirono proprio di peste nel luglio 1518.
Elizabeth Woodville non fu tra le regine più popolari d’Inghilterra. Impiegò tempo per essere almeno accettata dai sudditi. Tuttavia la sua morte, avvenuta nel silenzio ovattato dell’Abbazia di Bermondsey e il suo funerale austero e sbrigativo non sarebbero stati la conseguenza dell’ostilità degli inglesi nei suoi confronti, né di un complotto di corte, bensì una misura cautelativa, dettata dal concreto timore della morte.

