Altro flop italiano

Scritto il 15/06/2026
da Tony Damascelli

Debutto opaco per Ancelotti e il Brasile "frustrato". Che tonfo per Montella e i turchi. Non resta che tifare l'Uzbekistan di Cannavaro

Non ci resta che l'Uzbekistan. Fabio Cannavaro deve ridare dignità alla scuola italiana oscurata con la Turchia di Montella battuta e sbattuta dall'Australia e dall'opaca prova del Brasile di Ancelotti. Di certo la sconfitta dei turchi è pesante, considerati gli avversari, il pareggio della Seleçao non ha scatenato la critica brasiliana, tenuto conto che di fronte c'era la nazionale marocchina che ha lasciato l'ultimo mondiale tra le prime quattro del mondiale e ha visto crescere l'esperienza internazionale di alcuni dei suoi uomini, offrendo una novità strepitosa, il centrocampista del Lille, diciannove anni, Bouaddi, uno delle cento pepite del club francese, dopo Maignan, Osimhen, Hazard, non tenendo conto di alcuni flop contemporanei, Zeghrova e David.

Il Brasile, dunque, ha dato la sensazione di essere frustrato, così ha spiegato Ancelotti parlando di ansia, di eccitazione con errori nella lettura del gioco e nel tocco di palla, elementi essenziali per una scuola che nella tecnica ha la sua caratteristica principale. La lentezza dei centrocampisti. Casemiro in testa e poi Paquetà, le difficoltà difensive e l'inconsistenza dell'attacco, con Vinicius salvatore del risultato nel primo tempo e poi latitante nella ripresa a differenza di Igor Thiago del tutto assente di forma e di sostanza, sono le chiavi per analizzare il pareggio di avvio, i fogli brasiliani sono concordi a definire la prova con una immagine perfetta: il pallone non è gonfio ma nemmeno sgonfio, dunque va verificata la pressione e Ancelotti sa benissimo che l'eventuale recupero di Neymar potrebbe allontanare questo tulle che ha accompagnato la partita di esordio. Neymar non è ancora disponibile ma non va dimenticato che, al di là delle pregiudizievoli opinioni dei commentatori televisivi, il Brasile, nella sua storia da pentacampeon, non ha mai giocato da collettivo ma si è esaltato ed ha esaltato con i colpi dei suoi artisti, da Pelé a seguire, perché basterebbe ricordare la finale americana contro l'Italia, decisa ai rigori con la vittoria brasiliana, o quella invece persa a Parigi, contro la Francia, per capire come e quanto il collettivo fosse una nota a margine, ininfluente rispetto al colpo di genio del singolo. Ci vorrebbe una camomilla, ha scherzato Ancelotti, accennando al fatto che l'ambiente è troppo su di giri, quasi sicuro di essere già in finale. Sarà questo il suo compito in vista della seconda partita contro Haiti, sarà quella notte di Filadelfia a consegnare il primo verdetto. Fino alla notte tra sabato e domenica la dotazione di gomme americane sarà raddoppiata, insieme con la camomilla.