“Sarò su una flotilla che sfiderà l’embargo”: Ilaria Salis sfida gli Usa a Cuba

Scritto il 05/03/2026
da Francesca Galici

L’europarlamentare ha annunciato la sua presenza su una flotilla che proverà, dice, a “infrangere collettivamente il bloqueo”

Ilaria Salis è pronta a imbarcarsi su una flotilla e a prendere il mare, stavolta non in direzione Gaza ma in direzione Cuba. L’europarlamentare italiana, eletta con Avs, ha annunciato di voler rompere il blocco navale cubano per raggiungere l’isola caraibica. La strategia della sinistra radicale in questo particolare momento storico sembra essere quella di mettere quanto più riesce il governo in difficoltà, perché oltre a questa missione alla quale parteciperà l’europarlamentare, forse con altri colleghi italiani, negli stessi giorni partirà anche la Flotilla diretta a Gaza con altri italiani a bordo ma non è chiaro se ci saranno europarlamentari anche in quel convoglio.

“Dal 17 al 21 marzo mi unirò alla colonna europea del convoglio ‘Nuestra América’, una nuova flottiglia civile che sfiderà l’embargo illegale imposto dagli Stati Uniti a Cuba – un assedio infame che sta letteralmente strangolando la popolazione dell’isola”, ha dichiarato l’europarlamentare sui social presentando l’iniziativa. “Dall’Italia porteremo medicine e, insieme a persone e gruppi provenienti da tutto il mondo, proveremo a infrangere collettivamente il bloqueo. Per salvare vite, difendere il diritto del popolo cubano all’autodeterminazione e riaffermare il rispetto del diritto internazionale”, ha aggiunto nel suo annuncio. Anche in questo caso ci sono l’iban e gli estremi per donare per la missione.

Mentre Bruxelles, e tutti i Paesi europei, cercano faticosamente una linea comune sulle crisi globali, Salis sceglie la strada della militanza attiva, trasformando la sua carica parlamentare in uno scudo politico per azioni di rottura diplomatica. La scelta di Cuba non è affatto casuale: l'isola rappresenta da decenni il totem ideologico di una certa sinistra che, pur di attaccare "l'imperialismo americano", ignora le sistematiche violazioni dei diritti civili e sulla mancanza di democrazie compiute dal regime castrista. Il tempismo di questa doppia offensiva marittima, tra i Caraibi e il Mediterraneo, sembra studiato per incalzare il governo Meloni su un terreno scivoloso. La partecipazione di esponenti eletti a missioni che sfidano blocchi navali e sanzioni internazionali pone infatti l'esecutivo in una posizione di estremo imbarazzo diplomatico nei confronti degli alleati storici, a partire dagli Stati Uniti.