La Commissione europea resta cauta sui discussi aspetti giuridici del blitz americano in Venezuela: è troppo presto per esaminare tutte le implicazioni, ha spiegato ieri l'esecutivo comunitario. Che punta già le sue fiche sul processo ormai azionato nel Paese sul Mar dei Caraibi. Legittima o meno che sia interpretata l'azione del Pentagono che ha portato a esfiltrare Maduro, la rimozione ha "creato un'opportunità per una transizione democratica". Così la portavoce di Bruxelles, Anitta Hipper, spiegava ieri mattina a cose fatte che l'Ue prende atto dell'attuale stato dell'arte. Ma "vale la pena ricordare che Maduro non aveva la legittimità di un leader eletto democraticamente", ha aggiunto Hipper rifiutando di commentare se ritenga Trump interessato a una transizione democratica; che per l'Ue dovrebbe essere guidata dal popolo. Posizioni più sfumate tra le 27 cancellerie Ue: Berlino chiede a Washington di spiegare le proprie azioni; Parigi non approva il metodo, ma per Macron Maduro resta "un dittatore"; l'Ungheria di Orbán plaude alla "fine dell'ordine mondiale liberale" e denuncia la crisi della politica estera di una Ue "senza strategia".
Vecchio Continente in antitesi con un Trump sibillino (che afferma d'essere "al comando" del Venezuela e volere "accesso totale" alle riserve di petrolio). E Ue in pressing per un ipotetico tandem di governo (mentre dalle prime reazioni muscolari, da vari pro-Maduro giungono segnali di collaborazione con gli Usa). "I prossimi passi prevedono un dialogo che deve includere Edmundo Gonzalez Urrutia e María Corina Machado", sostiene la portavoce della Commissione abbozzando una linea Ue. Urrutia, esponente dell'opposizione venezuelana, sostiene d'aver vinto le presidenziali del 28 luglio 2024 e ha definito la cattura di Maduro un "passo importante ma non sufficiente" verso la normalizzazione. Dentro il Paese, situazione liquida. Ma nel menzionare i leader, Urrutia e Machado, la portavoce Ue dà pure un giudizio di merito: "Hanno lottato instancabilmente per la democrazia e i diritti umani e guidato il popolo nel 2024 a esercitare pacificamente il voto", ha affermato Hipper; di fatto sostenendo entrambi. Linea diversa, se non opposta a Trump, che ha espresso un veto sulla Machado; a causa, così avrebbe detto, filtra dal Washington Post, del Nobel accettato senza rifiutare, e dire che invece spettava a lui; se lo avesse fatto, oggi sarebbe lei presidente, filtra dai rumors di Washington.
Per ora niente governo ad interim Machado, ma Delcy Rodriguez. Posizione della Casa Bianca non granitica. Machado continua a elogiare Trump promettendo alleanze Usa-Venezuela; lo ringrazia per "la sua fermezza nel rispetto della legge". Il segretario generale Onu Guterres esprime preoccupazione per l'instabilità. Ieri il Consiglio di Sicurezza sul Venezuela senza scossoni per l'America che vanta il veto.
Cresce intanto la retorica trumpiana sulla Groenlandia: "Ci serve assolutamente, è circondata da navi russe e cinesi", ha ribadito il presidente. Avvisaglie che per il primo ministro danese Frederiksen vanno "purtroppo" prese sul serio. Se gli Usa decidono di attaccare militarmente un altro Paese dell'Alleanza, ha detto Frederiksen, tutto finisce, compresa la Nato e quindi la sicurezza garantita dalla fine della Seconda guerra mondiale, "basta insinuazioni, fantasie di annessione, aperti a discussioni, ma attraverso canali appropriati". Appeasement diplomatico e sherpa che studiano nuove concessioni estrattive con ipotesi di gestione comune di aree dell'isola. D'accordo con Copenaghen, il premier britannico Starmer: nessuno tranne Groenlandia e Danimarca dovrebbe decidere il futuro dell'isola "danese". L'Ue difende il principio della sovranità bocciando l'opzione Maga. Francia solidale: "No alla forza per modificare i confini". Trump insiste: questione di sicurezza nazionale. "Anche l'Ue avrebbe bisogno che Washington controlli l'isola".

